Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Giunti editore, Firenze, 1956 -

Soggetto Produttore
  • Forma autorizzata del nome

    Giunti editore, Firenze, 1956 -
     
  • Altre denominazioni

    Giunti gruppo editoriale

    Consorzio editoriale Giunti

    Giunti editore

     
  • Tipologia

    Ente

     
  • Date

    Data di attivita' sec. XIX metà -

  • Luoghi

    Sede Firenze

  • Qualifiche

    Tipo ente ente economico/impresa

    Natura giuridica privato

  • Descrizione

    Nel 1841, Alessandro e Felice Paggi fondano a Firenze una tipografia e libreria editrice che si specializza nella pubblicazione di testi scolastici, per l'infanzia e i ragazzi; Collodi nel 1883 pubblica presso i Paggi "Le avventure di Pinocchio". Nel 1889 la proprietà è ceduta a Roberto Bemporad (genero di Alessandro Paggi) e al figlio Enrico il quale, l'anno successivo, ne assume la direzione. Alla decisione del governo fascista di adottare in tutte le scuole elementari del regno il testo unico di Stato, la Casa subisce un dissesto e nel 1934 Enrico Bemporad viene estromesso dalla direzione; nel 1938, le leggi razziali costringono la Bemporad a cambiare ragione sociale e nome: nasce la "Marzocco". In quegli anni Renato Giunti entra alla Bemporad in rappresentanza di uno dei soci e ne diviene direttore generale; la casa editrice ritrova la stabilità e acquisisce nel 1947 la Giacomo Agnelli, editrice milanese specializzata in editoria scolastica; nel 1949 l'Editrice Universitaria, specializzata in pubblicazioni di psicologia internazionale. Nel 1956 Renato Giunti diviene proprietario e amministratore delegato della società, continua la politica di allargamento, rileva dal fallimento la tipografia Barbèra (1960) e acquista nel 1973 l'editrice milanese Aldo Martello che pubblicava collane di narrativa e volumi d'arte. Nel 1965 il "Consorzio editoriale Giunti" raggruppa tutte le case editrici acquisite guidato dal 1975 da Sergio Giunti, figlio di Renato. Nonostante i danni de...