Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Pirelli

Stabilimento Pirelli di Milano, 1890 (Fondazione Pirelli).

 
 

Per studiare un'industria poco diffusa in Italia
La Pirelli, alle origini un modesto stabilimento per la produzione di oggetti in gomma, viene fondata a Milano nel 1872 da un giovane ingegnere, Giovanni Battista Pirelli, reduce da un viaggio all’estero intrapreso dopo la laurea, grazie a una borsa di studio con l’obiettivo di «studiare una industria nuova o ancora poco diffusa in Italia». Incoraggiato dal suo professore, Giuseppe Colombo, ben introdotto negli ambienti industriali e finanziari milanesi, in pochi anni, superando le difficoltà inevitabili per un’attività pionieristica, riesce a dare una configurazione stabile alla sua azienda, che nel 1883 conta ormai 256 operai.
La svolta fondamentale per l’accomandita Pirelli e C. risale al 1886, quando la società firma con il Ministero dei Lavori Pubblici una convenzione per la costruzione, la posa e la manutenzione dei cavi telegrafici sottomarini. È un’affermazione importate in un settore ancora agli albori, nel quale sono leader incontrastati i produttori inglesi. Per dar corso alla commessa, che prevede anche la costruzione di una nave posacavi, l’azienda decide di dotarsi di un nuovo impianto: nasce allora lo stabilimento di La Spezia per l’armatura con fili di ferro dell’anima di rame e guttaperca dei cavi fabbricati nello stabilimento milanese. Risale a questi anni anche l’inizio dell’espansione della Pirelli sui mercati esteri, favorita dai lusinghieri risultati del settore dei cavi elettrici e sottomarini. Nel 1901 viene inaugurato uno stabilimento in Spagna, vicino a Barcellona, seguito nel 1913 da quello in Inghilterra, per la produzione di cavi, mentre già da qualche anno sono attive in Inghilterra (1909) e in altri Paesi come Belgio, Francia e Argentina (1910) filiali commerciali facenti capo alla Pirelli.La crescita dell’azienda e del suo fatturato procedono a ritmi sostenuti anche in Italia, malgrado gli ultimi anni del secolo siano segnati da una preoccupante crisi, culminata a Milano nelle drammatiche giornate del maggio 1898.

 

Maestranze davanti ai cancelli dello stabilimento Pirelli, Milano, 1905 (Fondazione Pirelli).

 
 

All’inizio del Novecento il vecchio stabilimento di via Ponte Seveso dà ormai segni di saturazione: coi suoi quasi 5.000 addetti, tra operai e impiegati, rappresenta la maggiore fabbrica cittadina. Nel 1906 si procede così all’acquisto di una vasta area periferica in zona Greco, Niguarda e Bicocca e si inizia la costruzione di un nuovo grande stabilimento, mentre un peso crescente viene assumendo la produzione di pneumatici per biciclette e automobili, che alla vigilia della guerra copre circa un quarto del fatturato.
Come per altre imprese, la Prima guerra mondiale è per Pirelli una ulteriore occasione di crescita grazie a numerose forniture di cavi elettrici e di gomme per l’esercito. 
Gli anni Venti vedono il progressivo passaggio della Direzione nelle mani dei figli del fondatore, Piero (27 gennaio 1881-7 agosto 1956) e Alberto, impegnati in una complessa azione di ristrutturazione societaria. Le partecipazioni estere vengono fatte confluire in una nuova società, la Compagnia internazionale Pirelli, con sede in Belgio, mentre le attività italiane fanno capo alla Società italiana Pirelli.