Ministero per i beni e le attivita' culturali e per il turismo-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Bormioli

Pier Luigi Bormioli, nominato Cavaliere del lavoro nel 1977, muore nel gennaio 1991, dopo aver portato a termine il risanamento dell’azienda. Se il padre aveva guidato la definitiva transizione dall’artigianato all’industria, egli ha trasformato la Bormioli in una grande impresa moderna, leader in Italia e fortemente orientata all’internazionalizzazione, dotata delle strutture organizzative e produttive indispensabili per sostenere le crescenti sfide del mercato. Nel 2000 la società è la terza al mondo nel suo settore, con un’articolazione produttiva di 18 stabilimenti. La politica delle acquisizioni, però, ha generato un forte aumento dell’indebitamento, che aggrava i conti economici del gruppo già alle prese con una perdita di competitività causata dall’ampliamento della concorrenza internazionale. Oggi la Bormioli è un’impresa risanata, strutturata in tre unità di produzione, due nel settore del vetro (per il mercato della casa e per il packaging industriale) e una nel comparto della plastica, con 11 stabilimenti (8 in Italia, 2 in Francia e 1 in Spagna), più di 3.000 dipendenti e un fatturato che, nel 2008, si aggira intorno ai 530 milioni di euro.

 

Risorse bibliografiche
P. Bianchi, Le vetrerie Bormioli 1825-1967, Parma, Vetrerie Bormioli, 1967; G. Gonizzi, Le grandi famiglie. I Bormioli. Otto secoli di storia, in «Parma ieri, oggi, domani», 1995, I, 4, pp. 20-33; G. Gonizzi e U. Delsante, Tra economia e storia. L’impresa a Parma negli anni Cinquanta, in Parma anni Cinquanta. Avvenimenti, atmosfere, personaggi, a cura di G. Gonizzi, Parma, 1997; G. Dondi, I Bormioli. Seicento anni di fedeltà a un mestiere, Colorno, 2002.