Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Pirelli

Cortile dello stabilimento Pirelli di Milano città distrutto dai bombardamenti, 1943 (Fondazione Pirelli).

 
 

Nel 1932, alla morte del fondatore, la Pirelli – che dal 1929, prima fra le società italiane, è quotata alla borsa di New York – è un’impresa multinazionale con stabilimenti in Italia, Spagna, Argentina, Francia e Inghilterra (e numerose piantagioni di gomma in Asia), il cui fatturato è dato per metà dai pneumatici, mentre i cavi non superano il 30%.
L’espansione della società, che nel 1937 sposta a Basilea il centro dei propri affari internazionali, prosegue anche durante i difficili anni di guerra. Dopo la Liberazione, la Pirelli, i cui stabilimenti di Milano hanno subito pesanti bombardamenti, è in condizione di sfruttare a pieno le opportunità offerte dalla ricostruzione e poi dallo sviluppo dell’economia italiana. Sospinta da una domanda che sembra inesauribile, la Pirelli condivide con altre grandi imprese, come la Fiat, una stagione irripetibile, ma finirà anch’essa prigioniera del proprio successo. Inoltrandosi negli anni Sessanta, l’esaurirsi della spinta del cosiddetto “miracolo economico” e l’esplodere di una fase di tesa conflittualità sindacale accentuano le difficoltà dell’azienda, che attraversa una stagione di incertezza dalla quale spera di uscire grazie alla fusione con il gruppo inglese Dunlop-Union. Dall’accordo tra i due gruppi, sottoscritto nel 1970, origina una nuova società che, con un fatturato di oltre 1.300 miliardi di lire, 178.000 dipendenti e sedi sparse in tutti i continenti, si colloca al terzo posto nella graduatoria mondiale del settore. In realtà, dopo un decennio di problematica coabitazione i due gruppi, che non avevano integrato strategie e strutture interne, decidono di recedere dall’accordo e procedere ciascuna per la sua strada. Pirelli ne approfitta per impegnarsi nel settore dei cavi a fibra ottica, dalle promettenti prospettive, dove raggiunge in breve posizioni di eccellenza (nel 2005 le attività Cavi e sistemi energia e telecomunicazioni sono cedute a Goldman Sachs e la nuova società prende il nome di Prymsian).
Gli ultimi decenni sono stati per la Pirelli un periodo di profonde trasformazioni. Nel 1996 l’ingegner Leopoldo Pirelli (1925-2007), esponente della terza generazione e Presidente del gruppo dal 1965, affida la guida dell’azienda al genero Marco Tronchetti Provera, che da allora ne regge le sorti (2010).

 

Disegno prospettico dello Stabilimento Pirelli Bicocca, Milano 1922 (Fondazione Pirelli, Archivio storico, Fondo Documenti per la storia delle industrie Pirelli)

 
 

Risorse bibliografiche
A. Pirelli, Pirelli. Vita di un’azienda industriale, Milano, 1946; P. Anelli-P. Bolchini-G. Bonvini-A. Montenegro, Pirelli 1914-1980: strategia aziendale e relazioni industriali nella storia di una multinazionale, Milano, Franco Angeli, 1985; F. Polese, Alla ricerca di un’industria nuova. Il viaggio all’estero del giovane Pirelli e le origini di una grande impresa (1870-1977), Venezia, Marsilio, 2004.