Ministero per i beni e le attivita' culturali e per il turismo-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Riv-Skf

Copertina del catalogo della ditta di R. Incerti & C sas, 1906-1907 (Museo della meccanica e del cuscinetto, Fondo Riv)

 
 

a cura di ClaudioRabaglino

  (scheda redatta nell'ambito del progetto Censimento degli archivi d'impresa in Piemonte) 

 
   Le origini della RIV sono da sempre avvolte da un alone di mistero, che non si è ancora riusciti a dissipare del tutto. Quel che è certo è che la storia dell’azienda prende le mosse dall’iniziativa del meccanico Roberto Incerti, originario di Reggio Emilia, ma residente a Torino, il quale, già a partire dal 1904 aveva avviato in via sperimentale la produzione di cuscinetti a sfera presso una piccola officina meccanica sita in via Marochetti, a poca distanza dallo stabilimento Fiat di corso Dante, sede di una società da lui stesso fondata qualche tempo prima assieme ad Ettore Rabezzana.
    La cosa aveva subito attirato l’attenzione del leader della Fiat Giovanni Agnelli, che intravedeva la concreta possibilità per la propria azienda di poter usufruire di un elemento indispensabile per la costruzione degli autoveicoli, che fino a quel momento era costretto ad importare dall’estero, per giunta prodotto da un soggetto, l’Incerti appunto, che già collaborava con la Fiat. Giova ricordare che la funzione del cuscinetto è essenzialmente quella di unire una parte fissa ad una in movimento allo scopo di ridurre l’attrito e di facilitare il moto, consentendo inoltre una forte riduzione della dispersione di energia.
    Probabilmente già nel corso dello stesso 1904 si instaura un legame tra i due, che si consolida poco dopo, precisamente nei primi mesi del 1905, una volta che la sperimentazione è andata evidentemente a buon fine, sfociando infine nella stipula di un accordo che prevede la nascita di una società in comune intitolata ad Incerti, che si propone di produrre cuscinetti a sfera.
    I rapporti di forza all’interno della nuova società sono, come prevedibile, nettamente sbilanciati a favore della Fiat, al punto che i due soci originari risultano essere poco più che normali dipendenti ai quali viene riconosciuto uno stipendio mensile, con l’aggiunta di una compartecipazione agli utili di impresa.
 

Operai al lavoro nel reparto stampaggio sfere e rulli dello stabilimento RIV di Villar Perosa, Torino 1939 – 1949 (Museo della meccanica e del cuscinetto, Fondo Riv)

 
 

All’inizio del 1906 Incerti, personaggio dalle indubbie capacità creative, presenta un brevetto, a quanto pare il primo di questo tipo in Italia, concernente nuove tecniche per la produzione di cuscinetti a sfera. È il segno che la sfida di Incerti si è rivelata vincente e che la produzione su larga scala può senz’altro essere avviata. Non è un caso che, contestualmente, all’interno della Fiat prenda decisamente corpo l’idea di costruire uno stabilimento destinato proprio alla produzione di cuscinetti che superi l’esperienza della piccola officina di via Marochetti, che occupava non più di una ventina di dipendenti. La scelta del luogo su cui costruire questo nuovo insediamento industriale cade su Villar Perosa, piccolo centro della Val Chisone, dove la famiglia Agnelli si è stabilita fin dalla metà dell’Ottocento e di cui il fondatore della Fiat è anche sindaco.

   I vantaggi derivanti da questa localizzazione sono molteplici: presenza a ridosso della fabbrica e nelle vicinanze di cospicue risorse idriche, che verranno utilizzate infatti per alimentare le centrali idroelettriche che nel corso degli anni verranno costruite per soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda; esistenza di un efficiente sistema di trasporti (è attiva fin dal 1882 la tramvia Pinerolo-Perosa Argentina, che a sua volta è connessa alla linea ferroviaria Torino-Pinerolo); abbondanza di manodopera rurale prevalentemente sottoccupata.
    Sempre nel corso del 1906, in seguito ad una riorganizzazione degli assetti societari della Fiat, che porta al rafforzamento del ruolo di Giovanni Agnelli, il gruppo automobilistico torinese viene momentaneamente sciolto e subito ricostituito su basi nuove. Stessa sorte tocca alla Incerti e C., che viene ufficialmente ricostituita Il 29 settembre del 1906, a Torino, presso lo studio del notaio Oreste Costa, con la denominazione di “Società in accomandita semplice Roberto Incerti e C.”; l’oggetto sociale è identico al precedente, cioè la produzione di cuscinetti a sfera.