Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

MAZZOCCHI, Gianni

Gio Ponti e Gianni Mazzocchi, rispettivamente direttore e editore della rivista "Domus", nel 1978 (Editoriale Domus spa, Archivio Quattroruote)

 
 

Ascoli Piceno, 18 novembre 1906 - Ascoli Piceno, 24 ottobre 1984

Nasce in una famiglia di imprenditori attivi nella coltivazione dei bachi da seta, un tempo benestante ma poi ritrovatasi in precarie condizioni economiche. Rimasto orfano dei genitori in giovane età, può frequentare grazie ad una borsa di studio l’Università a Roma laureandosi in giurisprudenza nel 1928. Qualche mese prima, nel settembre del 1927, si è trasferito a Milano in cerca di occupazione. La prima opportunità di lavoro gli viene offerta da padre Giovanni Semeria, importante figura del meridionalismo cattolico della prima metà del Novecento, che gli propone un impiego come dattilografo, collegato all’attività editoriale e di vendita libraria che fa capo all’Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia.
 
L’incontro con Giò Ponti e la nascita della Editoriale Domus
Sempre attraverso padre Semeria, entra in contatto con l’architetto e designer Gio Ponti, fondatore e direttore, dal gennaio 1928, di «Domus», rivista di «architettura e arredamento dell’abitazione moderna in città e in campagna» come recita il sottotitolo. Quando Ponti, nell’estate 1929, viene a conoscenza dell’imminente chiusura della rivista, decide di ricorrere alle capacità imprenditoriali e organizzative che il giovane Mazzocchi ha già dimostrato di possedere. L’11 luglio 1929 si forma una cordata composta da alcuni nomi noti della cultura e dell’industria milanese – fra cui spiccano gli imprenditori Senatore Borletti e Umberto Brustio e l’architetto e designer Tommaso Buzzi – nonché Ponti e Mazzocchi, che dà vita alla Società anonima Editoriale Domus, di cui lo stesso Mazzocchi assume la direzione. La rivista, sotto la guida artistica di Ponti, può così confermarsi negli anni seguenti quale punto di riferimento importante per la diffusione ed elaborazione di nuove idee nel campo delle arti decorative e dell’arredamento, oltre che dell’architettura.
 

Gianni Mazzocchi e Arrigo Benedetti, direttore de "L'Europeo", fondato nel 1945 dall'editore Mazzocchi, anni '50 del secolo scorso (Editoriale Domus spa, Archivio Quattroruote)

 
 
Crescita e diversificazione di una casa editrice
Nel 1931, in seguito alla fuoriuscita di alcuni soci, Mazzocchi arriva a controllare il 75% della casa editrice – diventerà poi unico proprietario nel 1940 – che indirizza principalmente alla pubblicazione di riviste e periodici, secondo linee originali e di costante innovazione dei modelli editoriali. Nel 1933 si inserisce nel mercato delle riviste femminili con la pubblicazione «Fili. Rivista mensile di lavori d’ago», e di lì a poco seguono a cascata nuove riviste: «Fili bimbi», «Fili lana», «Fili moda». Nel 1934 inizia anche la pubblicazione de Il Libro di casa, una particolare versione di agenda annuale per la casa che ha subito un notevole successo – durane la seconda guerra mondiale raggiungerà una tiratura di 800.000 copie – e che, costantemente aggiornata e attualizzata, rimarrà una delle pubblicazioni più longeve della Editoriale Domus. Nello stesso anno, ampliando invece il filone dei periodici dedicati alla discussione e alla divulgazione del design e della progettazione industriale di alto livello, acquista per 40.000 lire la testata «La Casa bella» (dal 1938 in poi «Casabella»), che rivenderà poi nel 1964.
Dal novembre 1935 la pubblicazione di periodici viene affiancata da quella libraria con un nuovo marchio editoriale, Panorama. I primi volumi ospitano scritti di autori di alto profilo culturale come Enrico Falqui, Gianna Manzini, Massimo Bontempelli, Indro Montanelli – quest’ultimo con i suoi primi lavori 20. battaglione eritreo e Primo tempo – e vari altri. Tuttavia, dopo l’uscita di una quindicina di titoli in un paio di anni, l’esperienza si rivela economicamente poco redditizia e Mazzocchi cambia strada utilizzando il nome della casa editrice per un quindicinale di formato tascabile intitolato «Panorama: enciclopedia delle attualità», il cui primo numero esce nell’aprile del 1939. Nella fase di avvio della nuova rivista si avvale della collaborazione di Raffaele Contu, un alto funzionario della Marina mercantile, di conclamata fede fascista ma anche raffinato intellettuale, che ha appena partecipato all’avventura della casa editrice Novissima con Giuseppe Ungaretti; poi dal gennaio 1940 ne diventa il direttore unico. Nel periodico vengono affrontati anche temi politici – ovviamente per quanto sia possibile e sempre in chiave culturale – ma, nonostante fra i collaboratori ci siano alcuni dei più importanti intellettuali italiani – Carlo Emilio Gadda, Carlo Carrà, Alberto Moravia, Giovanni Comisso, Giovannino Guareschi – alla qualità non corrisponde un adeguato successo commerciale. Nel settembre del 1940 la rivista è costretta a cessare le pubblicazioni per ordine del ministero della Cultura popolare, a causa di un articolo di Montanelli considerato disfattista.