Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

FERRAGAMO, Salvatore

Bonito (Avellino), 5 giugno 1898 - Firenze, 7 agosto 1960

Undicesimo di quattordici figli di una famiglia contadina di modeste condizioni economiche, a nove anni inizia il suo apprendistato da calzolaio presso un artigiano di Napoli. A soli tredici anni apre il suo primo negozio nel paese natale di Bonito. Nella primavera del 1914, seguendo il suggerimento del fratello maggiore Alfonso, operaio in una fabbrica di scarpe di Boston, emigra negli Stati Uniti. Dopo una breve permanenza a Boston, che gli permette di valutare le caratteristiche qualitative delle scarpe prodotte nelle fabbriche americane, si trasferisce in California, a Santa Barbara, intravedendo qui un mercato interessante per il tipo di prodotto che intendeva realizzare. Decide di aprire un negozio-laboratorio dove si dedica alla riparazione delle scarpe, avviando allo stesso tempo una produzione specializzata di scarpe su misura per le produzioni cinematografiche dell’American Film Company. Il successo di queste prime realizzazioni gli permette di allargare progressivamente la clientela, includendo ordinazioni private da parte di attori e attrici. Colpito dalle malformazioni al piede provocate dalla bassa qualità delle scarpe prodotte a macchina, si iscrive ai corsi di anatomia della University of Southern California e inizia a sperimentare l’inserimento di supporti in acciaio nelle suole per sostenere l’arco del piede. Successivamente allarga il perimetro delle proprie ricerche al trattamento delle pelli e all'uso di nuovi materiali, iscrivendosi a corsi di matematica e di chimica. 

 

Nel 1923 trasferisce la propria attività a Hollywood, aprendo l’Hollywood Boot Shop,un negozio-laboratorio che ben presto assume una posizione di spicco nel mercato che ruota intorno all’industria cinematografica, in quel momento in una fase di straordinaria espansione. La collaborazione con registi come Cecil B. Mille e David W. Griffith e le forniture di calzature per i grandi studios degli anni Venti – Fox Films, Universal, Warner Brothers, Metro Goldwin Mayer – gli valgono il soprannome di “calzolaio delle stelle”. La produzione di Ferragamo, totalmente artigianale, continua tuttavia ad essere estremamente limitata – poche decine di paia alla settimana – mentre un primo tentativo di produzione in serie di alcuni modelli, affidato a terzisti, non soddisfa le sua aspettative. Deciso a mantenere i propri standard qualitativi, sposta la produzione in Italia, mantenendo negli Stati Uniti solo la distribuzione. Nel 1927, utilizzando i fondi raccolti presso alcuni finanziatori californiani, apre il primo laboratorio a Firenze, in via Mannelli 57, arrivando a occupare ben presto oltre cento lavoranti. L’aumento del numero di addetti impiegati e alcune semplici innovazioni organizzative, quali per esempio la parcellizzazione della lavorazione, permettono una maggiore produttività rispetto alle prime esperienze americane, mentre il successo commerciale dei nuovi modelli di scarpe da donna disegnati da Ferragamo garantisce un flusso crescente di commesse da parte delle grandi catene di negozi statunitensi quali Saks e Marshall Field.