Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

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La produzione di gelati confezionati segna ritmi di crescita vertiginosi, con indici annui dell’80-90%: nel 1954 escono dagli stabilimenti 750.000 pezzi al giorno. L’impresa si trova così ad affrontare il periodo di grande sviluppo del miracolo economico già forte di una notevole esperienza nelle produzioni alimentari di massa. Nello stesso anno le linee produttive principali comprendono infatti i prodotti da forno (panettoni, colombe e una merendina destinata a enorme fortuna, il Buondì), i gelati confezionati e le caramelle. Sempre nel 1954 è perfezionato un accordo con la statunitense National Biscuit Company (Nabisco) per la produzione su licenza esclusiva e la vendita per l’Europa e i paesi del Mediterraneo di cracker e altri prodotti da forno.

I prodotti Motta, esportati in oltre 50 paesi, incidono nel corso degli anni Cinquanta per 1/4-1/5 del totale delle esportazioni del comparto dolciario. Alla fine del 1954 viene inoltre inaugurato un nuovo stabilimento per la produzione di gelati, realizzato a Napoli dalla controllata Motta Sud, mentre l’anno successivo vede il primo investimento diretto all’estero con la costituzione della Motta Perù, con sede a Lima, destinata a produrre e distribuire in Sudamerica.
Alla vigilia della morte del suo fondatore, avvenuta a Milano alla fine del 1937, l’azienda milanese è diventata un gruppo industriale di tutto rispetto, articolato in consociate, partecipate e controllate. La produzione è aumentata di oltre sette volte rispetto al 1937, e di quasi cinque volte dal dopoguerra, arrivando a comprendere una decina di linee produttive (dai panettoni ai cracker, dal gelato al torrone, dai marron glacé ai confetti), ciascuna composta da più varietà, e costituisce circa il 10% dell’intero fatturato del comparto. Per alcuni prodotti (panettoni, colombe, gelato industriale), la quota di mercato nazionale detenuta dall’impresa è particolarmente elevata, tra il 25 e il 35%. I rivenditori – a loro volta riforniti da oltre 200 concessionari – sono alla fine del decennio circa 67.000, sparsi in tutta Italia (con prevalenza nelle regioni settentrionali); una trentina sono i negozi di proprietà e gestione diretta dell’azienda, alcuni di considerevoli dimensioni, come quello di piazza Duomo a Milano, con più di 140 addetti. 

 

 

Risorse bibliografiche
A. Colli, La Motta: da bottega artigiana a impresa di Stato, in «Annali di storia dell’impresa», XI (2000), pp. 571-629; Id., Motta, Angelo, in DBI, vol. 77, 2012; sulla storia e le dinamiche di sviluppo del comparto: L. Sicca - M.V. Colucci, L’industria dolciaria in Italia. Origini ed evoluzione, Milano 1996.