Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

BADONI, Giuseppe

Giuseppe Badoni.

 
 

Rancio di Lecco, 23 giugno 1807 - Castello di Lecco, 12 maggio 1877

Figlio di Carlo, l’imprenditore metallurgico lecchese che nella prima metà dell’Ottocento aveva impresso una svolta industriale alla tradizionale attività metallurgica di famiglia, acquistando a Castello di Lecco diversi impianti di fucinatura e officine di lavorazione del ferro e ampliando quelli già di proprietà della famiglia. Alla metà del terzo decennio del XIX secolo, il polo produttivo che fa capo all’attività imprenditoriale di Badoni è uno dei maggiori del distretto lecchese, in un’area che vanta un sistema produttivo di lavorazione del ferro che risale all’età moderna.
Dopo gli studi di ragioneria, nel 1829 il giovane Badoni parte compieper un lungo viaggio d’istruzione in Germania: da cui rientraal suo ritorno, due anni dopo, padroneggiando le più recenti tecniche di produzione e organizzazione del lavoro in ambito metallurgico. Qualche anno dopo, nNel 1835, Giuseppe Badoni sposa Marietta Gavazzi, imparentandosi così con una delle più facoltose famiglie della provincia territorio, (i Gavazzi erano imprenditori attiva in campodel settore serico, proprietaria di diversi impianti di trattura e torcitura nel Comasco).
 

 

Filo, chiodi e “stacchette”
Intorno al 1840 matura il progetto imprenditoriale di Giuseppe Badoni: acquistata una vasta proprietà immobiliare nel comune di Castello, vi installaa un complesso integrato nel quale funziona un forno per la produzione di ghisa, che rifornisce i macchinari per la produzione di filo, chiodi e “stacchette”, mossi da una caduta d’acqua in grado di fornire una forza di venti cavalli. Prende Prende consistenza, nel frattempo, anche il ruolo pubblico dell’industriale lecchese, che nel 1848 si trova a presiedere il Comitato di Pubblica Sicurezza costituitosi nella città lariana a seguito dell’insurrezione milanese. In questa veste dà immediatamente avvio adpromuove una intensa attività di lobbying presso il Governo provvisorio per ottenere l’abbattimento dei dazi doganali sulla materia prima dell’impresa, il rottame. Al ritorno degli Austriaci è costretto a due anni di forzato esilio nella vicina Svizzera;, da cui solo rientra nei primi mesi del 1850, per proseguire da subito le può tornare alla guida delle propriesue iniziative imprenditoriali.
Consolidato il polo produttivo di Castello – dove, per la prima volta nel distretto, vengono attivati treni di cilindri per sbozzare e distendere la ghisa –, Badoni muove i primi passi nella direzione della realizzazione di un progetto ambizioso, quello della costruzione di un nuovo impianto per la cilindratura del ferro e la produzione di lamiere a Bellano, sulla sponda lecchese del Lario. Lo stabilimento, la cui costruzione inizia nel 1851, sfrutta le acque del torrente imbrigliate in una serie di canalizzazioni che vanno ad alimentare sia i cilindri sbozzatori, sia gli opifici serici dei Gavazzi (soci di Badoni nell’operazione).