Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

BRUNO, Luigi

Napoli, 18 aprile 1896 - Milano, 26 gennaio 1971

Inizia gli studi universitari in Giurisprudenza presso l’ateneo napoletano, ma è costretto a interromperli per partecipare alla Prima guerra mondiale, nella quale combatte quale Ufficiale dei granatieri, ottenendo anche una medaglia d’argento e una di bronzo al valor militare. All’indomani del conflitto completa gli studi e consegue nel 1921 la laurea; in seguito acquisisce anche il diploma di ragioniere. Dopo aver esercitato la professione di avvocato per un breve periodo, nel 1923 viene chiamato alla Direzione generale della Società agricola italo-somala, un’impresa costituita nel novembre del 1920 dal Duca degli Abruzzi a seguito delle esplorazioni coloniali compiute nella regione somala di Giuba e Uebi-Scebeli tra la fine del 1918 e il luglio del 1920.

 

Un incontro decisivo
Tale iniziativa, sostenuta finanziariamente dai principali istituti di credito nazionali (la Banca commerciale, il Credito italiano e il Banco di Roma), dai rappresentanti degli industriali zuccherieri e cotonieri italiani, mette in evidenza le capacità organizzative del giovane avvocato napoletano: sotto la sua direzione vengono infatti bonificati in un paio d’anni centinaia di migliaia di ettari di terreno, e a Jōwhar (una località situata ad un centinaio di chilometri da Mogadiscio, ribattezzata “Villaggio Duca degli Abruzzi”) vengono costruiti diversi impianti industriali (un cantiere per la produzione di cemento, un’officina meccanica, una fornace per mattoni, una segheria, uno zuccherificio) e magazzini per la raccolta del cotone.
L’avvenimento decisivo nella carriera di Bruno, determinante per la successiva scalata fino ai massimi vertici del mondo finanziario italiano, è l’incontro nel 1926 con Alberto Lodolo, vicepresidente del Credito italiano, presente a nome della banca, e dei gruppi industriali a essa vicini, in numerosi consigli d’amministrazione di imprese italiane. In particolare, dai primi anni del dopoguerra, Lodolo segue le vicende riguardanti l’industria elettrica e telefonica, e gli interessi del Credito italiano nella Società ligure-toscana di elettricità e nella Società telefonica tirrena (Teti): le due imprese operano in un’area di importanza strategica nella geografia dell’industria elettrotelefonica italiana, allora alle prese con i primi problemi di interconnessione delle reti.
Nella Società ligure-toscana (che vanta sostanziose partecipazioni nella Società elettrica del Valdarno e nella Elettricità e gas di Roma, poi Romana di elettricità), il gruppo di comando è rappresentato dalla famiglia Orlando, mentre nella Teti sono i Pirelli a ricoprire il ruolo di primo piano. Il punto di incontro tra queste due grandi dinastie industriali italiane è costituito dalla Centrale, una finanziaria nata nel settembre del 1925, preziosa cassaforte per numerose partecipazioni dei due gruppi.