Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

FARINA, Giovanni Battista (Pininfarina)

Giovan Battista Pinifarina, 1960 ca. (Pininfarina spa, Archivio aziendale).

 
 

Torino, 2 novembre 1893 - Losanna (Svizzera), 3 aprile 1966

La famiglia, originaria dell’Astigiano, si trasferisce a Torino alla fine dell’Ottocento. Decimo di undici figli, il minore dei maschi, Farina è chiamato in famiglia "Pinin" (in dialetto: ‘il più piccolo della covata’). Terminate le scuole elementari, a dodici anni non ancora compiuti entra nella bottega per riparazioni di carrozzeria del fratello Giovanni, che, a sua volta aveva compiuto un lungo tirocinio alle dipendenze di Marcello Alessio, uno dei più noti carrozzieri torinesi.
All’inizio del Novecento la città subalpina è già il centro più importante dell’industria automobilistica italiana, dopo la costituzione della Fiat nel 1899 e, in seguito, di imprese di rilievo quali l’Itala, la Scat, la Spa, la Lancia.
Fra queste, una risorsa degna di particolare nota è rappresentata dalla tradizionale manifattura dei carrozzieri, la cui attività in città è rilevabile almeno dal XVII secolo. La sfida che pone l’emergente industria automobilistica a questo comparto artigianale impone lo studio delle nette differenze strutturali e dinamiche, e le diverse possibilità di fruizione fra il veicolo basato sul motore a combustione interna e il carro trainato da cavalli e comporta la necessità del progressivo passaggio alla fase della vera e propria industria, pur conservando negli esiti produttivi l’eleganza, il decoro, la creatività della tradizione.

 

Partire da Zero
Gli Stabilimenti Farina appaiono in questo decennio fra le imprese più avanzate, se nel 1910 la Fiat ne richiede la collaborazione per carrozzare la Zero, il primo modello ideato per essere costruito in quantità tali da prefigurare la produzione in serie. Durante il conflitto mondiale l’impresa di Farina riceve commesse sia per veicoli militari, sia per carlinghe d’aerei. È tuttavia all’inizio degli anni Venti che ottiene un risultato di considerevole significato tecnico ed economico, sperimentando lo stampaggio e la costruzione interamente metallica e riuscendo in tal modo a produrre in serie 1.800 carrozzerie all’anno per la vettura di piccola cilindrata della marca Temperino.
Pinin Farina è, giovanissimo, fra i più stretti collaboratori del fratello, tanto che a diciassette anni tratta con i maggiori dirigenti della Fiat importanti aspetti della fornitura per la Zero e durante la guerra dirige le lavorazioni per aerei. Nel 1920, per allargare i propri orizzonti in campo industriale, compie un viaggio negli Stati Uniti e conosce Henry Ford, che gli propone di entrare alle sue dipendenze. Decide però di tornare in Italia e riprende l’attività nell’impresa del fratello, impegnandosi anche nelle competizioni automobilistiche, una scelta cui lo spingono la passione per la velocità e la convinzione che le gare siano una insostituibile fonte di conoscenza e stimolo per la sua opera di carrozziere. Nel 1928 è direttore degli Stabilimenti Farina: in questa fase opera soprattutto come uomo d’officina, particolarmente a suo agio con i battilastra, gli operai che plasmano la lamiera con mazze di legno a testa rotonda e con speciali martelli di ferro; disegna ancora raramente, ma è il costante ispiratore e l’inflessibile controllore dei progettisti.