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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

FALCK, Giorgio Enrico

Giorgio Enrico Falck, Presidente dell'Associazione fra i metallurgici nel 1919 (Fondazione Ansaldo - Gruppo Finmeccanica, fondo Ansaldo).

 
 

Dongo (CO), 12 maggio 1866 - San Remo (IM), 12 gennaio 1947

Il padre Enrico, originario dell’Alsazia, dopo un lungo apprendistato come direttore della ferriera Rubini e Scala di Dongo, nel 1873 aveva fondato insieme ad altri due soci, Bolis e Redaelli, il Laminatoio di Malavedo. Rimasto orfano del padre a dodici anni, Falck compie gli studi elementari a Lecco e quelli medi prima all’Istituto tecnico commerciale Hugentobler di Bergamo, che offre anche la possibilità di studio del tedesco, e poi presso una scuola privata di Lecco. Durante le vacanze estive comincia il suo apprendistato lavorativo presso la ditta Ferrari di Como.
Nel 1882, sedicenne, si trasferisce a Zurigo alla Technische Hochschule, dove segue un corso propedeutico alla sezione industriale di quel Politecnico. Ammessovi, non prosegue gli studi e si reca in Germania per un tirocinio in varie imprese siderurgiche della Ruhr. Forte di queste esperienze, al suo rientro in Italia riceve dai Redaelli, soci del Laminatoio, l’incarico di seguire l’installazione della nuova trafileria a Gardone Val Trompia.
L’attività di Falck comincia in un periodo denso di novità per l’industria siderurgica italiana. Negli anni Ottanta, il Governo aveva incoraggiato l’iniziativa di Vincenzo Stefano Breda di dare vita a una moderna acciaieria a Terni per affrancare l’industria bellica dal ricorso alle forniture straniere, producendo corazze e proiettili per la marina militare e rotaie per le ferrovie. La vecchia tecnica del rimpasto del ferro, che usava rottami per ottenere ferro da pacchetto, era ormai superata, sostituita con la produzione di acciaio omogeneo nei forni Siemens-Martin.

 

Vicino ai grandi centri della pianura
La trafileria di Gardone Val Trompia viene messa rapidamente in opera; nel 1889, i Redaelli nominano il giovane socio direttore del Laminatoio di Malavedo e, in seguito, procuratore generale della società, la prima in Italia a laminare vergella di acciaio dolce.
Nei difficili anni di fine secolo il laminatoio di Malavedo riesce a mantenere i bilanci in attivo grazie a una politica commerciale aggressiva e al continuo aggiornamento tecnico, ma Falck prefigura ben altri interventi. La siderurgia lombarda, per motivi geografici ed economici, era esclusa dalla possibilità di adottare altiforni a coke, e quindi di produrre con il ciclo integrale (dal minerale al prodotto finale), che in quegli anni aveva ripreso a diffondersi in Europa. L’avvenire della siderurgia lombarda non poteva essere che nei forni Siemens-Martin a carica fredda, la cui localizzazione era vincolata alla disponibilità di rottami e di mano d’opera e alle linee di trasporto per l’approvvigionamento del carbone e delle quantità supplementari di rottame da importare. Secondo Falck, le prime operazioni di trasformazione metallurgica, ed eventualmente le laminazioni di massa, avrebbero dovuto lasciare le tradizionali località alpine e prealpine per trasferirsi vicino ai grandi centri della pianura.