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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

GIUSTINIANI, Pier Candiano

Pier Candiano Giustiniani con Gianni Agnelli e Vittorio Valletta ad un'assemblea di Confindustria nel 1963 (Fondazione nazionale dei cavalieri del lavoro)

 
 

San Miniato (PI), 30 maggio 1900 - Sirmione (VR), 5 giugno 1988

Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria al Politecnico di Napoli, lavora per un breve periodo alla Società meridionale di elettricità (Sme); nel 1925 entra alla Società chimica Montecatini: partecipa a importanti progetti tecnici legati ai procedimenti Montecatini-Fauser per la produzione dell’azoto e, nel contempo, si occupa di questioni organizzative. Dopo solo cinque anni, nel 1930, è nominato segretario del presidente Guido Donegani, alla cui scuola si forma come manager, insieme al gruppo destinato a guidare l’impresa durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Nel 1935 è direttore generale delle Aziende chimiche nazionali associate (Acna), comparto della Montecatini acquisito nel 1931, e impegnato nella produzione di coloranti; passa poi, nel 1940, alla Direzione generale di altre società controllate: Farmitalia e Società dinamite Nobel.
Alla fine del 1941 il direttore generale G. Galletti lascia, dopo cinquant’anni, la Montecatini, e Giustiniani gli subentra nella carica, assumendo la responsabilità della gestione aziendale insieme con A. Cucchini, C. Faina e D. F. Rebua. In particolare, su Faina e Giustiniani ricade il compito della gestione dell’impresa tra il 1944 e il 1945, dopo l’allontanamento di Donegani dalla presidenza.
Il gruppo dirigente ripropone in questi anni le strategie e i metodi di gestione centralizzata consolidati da Donegani negli anni Trenta e poi adattati alle nuove esigenze, nel corso della preparazione alla guerra e negli anni del conflitto, puntando a un’elevata diversificazione e alla ricerca di posizioni di dominio sui mercati interni (tanto più che, per esigenze strategico-militari, gli interventi governativi avevano sostenuto particolarmente il comparto chimico e la Montecatini).
Nei primi anni della ricostruzione il vertice dell’impresa attraversa una iniziale fase di crisi per l’allontanamento di Giustiniani. e di Cucchini, colpiti da provvedimenti di epurazione. 
 

Nuove linee aziendali

Dopo una breve esperienza alla Terni, Giustiniani rientra alla Montecatini nel 1949 come amministratore delegato, in un momento in cui si impone la definizione di una nuova linea aziendale, soprattutto per riconquistare quote di mercato ai concimi fosfatici, azotati e complessi, che richiedono un importante aggiornamento tecnologico.
La stentata ripresa dell’agricoltura italiana non favorisce inizialmente la Montecatini nella commercializzazione dei suoi concimi, ma l’impresa può contare sul sostegno della politica economica del governo che, dal 1948, vara un insieme ampio di provvedimenti a favore delle imprese agricole e dei consorzi agrari, alimentando la domanda di prodotti per l’agricoltura, fra i quali i concimi chimici; inoltre i prezzi dei fertilizzanti, stabiliti dal Comitato interministeriale prezzi (Cip), garantiscono una buona remunerazione alle imprese produttrici.
Soddisfazioni anche maggiori derivano in questo periodo dal comparto dei prodotti chimici per l’industria, in particolare i manufatti tessili, anche se si tratta di una congiuntura positiva sostenuta dalla momentanea assenza dell’industria tedesca. Negli anni Cinquanta infatti, Giustiniani deve confrontarsi con la rinnovata presenza sui mercati esteri delle imprese tedesche e, a nome della dirigenza della Montecatini, individuerà come unica strategia la richiesta di interventi protezionistici da parte del governo.