Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

BORLETTI, Senatore

«Il Secolo» per il Regime
Nonostante il coinvolgimento nel fallimento della Banca italiana di sconto, l’attività d’investitore di Borletti non subisce interruzioni di rilievo. Nel 1921 diventa il principale finanziatore della casa editrice fondata da Arnoldo Mondadori, mentre nel luglio del 1923 fa il suo ingresso, insieme ad altri importanti nomi del mondo finanziario e industriale, nella proprietà del quotidiano milanese «Il Secolo». Sotto la nuova proprietà l’obiettivo del giornale diventa il sostegno al governo fascista, realizzato mediante due canali: il supporto diretto a Mussolini e la contrapposizione decisa al «Corriere della Sera» che, sotto la direzione di Luigi Albertini, si schiera su posizioni di netta opposizione al fascismo. Il consolidamento dei rapporti fra Borletti e il Regime viene suggellato negli anni successivi con la nomina a senatore nel 1929, quella a cavaliere del lavoro nel 1935 e la concessione del titolo di conte di Arosio nel 1937.
Nel 1930 Borletti viene designato dalle due imprese straniere che controllano la Snia Viscosa – l’inglese Courtaulds e la tedesca Glanzstoff – a sostituire Riccardo Gualino alla presidenza della società, nella speranza che la sua lunga esperienza nel settore tessile, la sua abilità di uomo di finanza e la sua vicinanza al governo possano risollevare le sorti dell’azienda. Nella prima metà degli anni Venti la Snia aveva raggiunto una serie di importanti primati: nel 1925 era la prima società italiana con un capitale sociale pari ad un miliardo di lire, oltre che la prima a essere quotata in una borsa estera (Londra e New York); nello stesso anno il gruppo Snia Viscosa era arrivato a produrre complessivamente 24.000 chilogrammi al giorno di filati artificiali (pari al 68,6% della produzione nazionale e all’11,1% di quella mondiale), di cui circa l’80% destinato all’esportazione. La rivalutazione della lira voluta da Mussolini a partire dall’agosto 1926 e gli effetti della "grande crisi" del 1929 avevano successivamente portato l’azienda sull’orlo della bancarotta.

 

La grande ristrutturazione della Snia
Borletti si trova quindi a guidare una società in grave difficoltà, gravata da un eccesso di capacità produttiva, con molti impianti obsoleti e non ancora ammortizzati e con un bilancio appesantito da consistenti partecipazioni in aziende poco remunerative, quando non totalmente da risanare. Chiama a coadiuvarlo nella direzione dell’impresa Franco Marinotti, un manager esperto di problematiche commerciali del settore tessile, il quale avvia una profonda riorganizzazione dell’azienda finalizzata a contrarre drasticamente i costi di produzione, attraverso la concentrazione dell’attività produttiva in pochi stabilimenti, la riduzione del numero dei dipendenti da 20.000 a 14.000 e controlli più attenti sui consumi delle materie prime; contemporaneamente procede a un ammodernamento tecnico degli impianti e avvia la produzione di nuovi tipi di filati artificiali.
Grazie alla strategia industriale adottata da Borletti e Marinotti, più prudente e attenta alle principali innovazioni provenienti dall’estero, la Snia riesce a ben presto risollevarsi: i risultati della ristrutturazione dell’azienda sono impressionanti e nel 1938 la produzione risulta aumentata di ben sette volte rispetto a quella del 1930. Nel 1938, a causa del peggioramento delle condizioni di salute, Borletti viene sostituito da Marinotti alla guida dell’impresa, mantenendo però la presidenza onoraria della società fino alla morte, avvenuta a Milano alla fine del 1939.

Risorse archivistiche e bibliografiche
La principale fonte per ricostruire la biografia di Senatore Borletti è l’archivio della famiglia Brustio, conservato presso l’Istituto di storia economica dell’Università "Luigi Bocconi". Per un profilo dell’attività imprenditoriale di Borletti si veda G. Perondi, Verso la costruzione di un impero finanziario. Le prime iniziative di Senatore Borletti, in Storie di imprenditori, a cura di D. Bigazzi, Bologna, Il Mulino, 1996, pp. 381-413. Sul ruolo di Senatore Borletti nel settore editoriale, si rimanda a L. Barile, Il Secolo. 1865-1923. Storia di due generazioni della democrazia lombarda, Milano, Guanda, 1980. Il ruolo di Senatore Borletti nella vicenda della Banca italiana di sconto può essere ricostruito attraverso A. M. Falchero, La Banca italiana di sconto. 1914-1921. Sette anni di guerra , Milano, Franco Angeli, 1990.