Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

BUONANNO, Francesco

Fotografia dell'antica Conceria Buonanno di Solofra, nel rione "Toppolo", lungo il vallone detto "della Forna", sec. XX inizio (Biblioteca comunale Renato Serra – Centro studi di storia locale, Solofra, AV)

 
 

Solofra (AV), 20 settembre 1858 - Solofra (AV), 26 maggio 1940

Nasce in una famiglia benestante di tradizione artigiana: il padre Michele possiede infatti un’impresa conciaria di discrete dimensioni, ampliamento di una delle tante tradizionali piccole concerie di Solofra. Fin dall’età moderna la cittadina avellinese si era affermata come polo conciario del Regno di Napoli, grazie alla presenza di abbondanti corsi d’acqua e alla disponibilità di boschi di querce e castagni, da cui si ricavava il tannino impiegato nella concia. La conceria Buonanno è nel corso degli anni Settanta-Ottanta dell’Ottocento la principale impresa della zona, medaglia d’argento all’Esposizione nazionale dei prodotti del cuoio ed affini di Torino del 1884, menzionata come migliore azienda delle province meridionali. Dedita in passato soltanto alla concia di pelli di pecora e capra, l’impresa aveva progressivamente ampliato la propria produzione al trattamento delle pelli bovine e bufaline, italiane, asiatiche, africane, europee e americane; occupava 200 dipendenti e produceva soprattutto pelli per selleria, valigeria, borse, portafogli, ma anche pellame per suole da scarpe. Il sistema di concia era quello tradizionale, con l’uso di materie tanniche naturali, scorze di sughero, leccio o quercia, e foglie di sommacco macinate.

 

Cartolina pubblicitaria della Concia e manifattura Michele Buonanno fu Gennaro di Solofra, sec. XX inizio (Biblioteca comunale Renato Serra – Centro studi di storia locale, Solofra, AV)

 
 

Da opificio a fabbrica
Alla morte del padre, nel gennaio 1888, i quattro figli maschi subentrano nella conduzione dell’impresa, ma è Francesco Buonanno, il secondogenito, a segnalarsi per le capacità imprenditoriali: sotto la sua direzione l’impresa subirà la trasformazione fondamentale da opificio artigianale a fabbrica industriale.
Nell’ultimo decennio del secolo la conceria continua a registrare un buon livello produttivo e l’azione di Buonanno si segnala soprattutto nella modernizzazione delle strutture e nell’aggiornamento dei procedimenti di lavorazione; alla fine del secolo, l’impianto viene ampliato e l’imprenditore compie un importante passo verso la modernizzazione della produzione: è fra i primi in Italia a sperimentare la concia al cromo in bottali rotanti mossi a mano, un procedimento che comincia allora a diffondersi nelle imprese del comparto in altre parti d’Italia. Nonostante i miglioramenti qualitativi delle pelli prodotte la fabbrica appare tuttavia ancora arretrata dal punto di vista tecnico e quasi completamente non meccanizzata: a Solofra infatti l’unica operazione non eseguita manualmente è la macinazione delle cortecce, effettuata da un mulino ad acqua, che lavora per tutte le concerie
Già premiata nel 1892 con medaglia d’argento alla Esposizione generale nazionale di Palermo per l’eccellenza dei prodotti, la conceria Buonanno ottiene nel 1898 anche la medaglia d’oro alla Esposizione generale italiana di Torino. I riconoscimenti evidenziano i miglioramenti qualitativi della produzione e la capacità dell’impresa di competere sui mercati internazionali: Buonanno esporta in Europa (soprattutto in Francia e in Germania) e viene invitato negli Stati Uniti all’Esposizione universale di Saint Louis, nel 1904.
Alla fine del secolo è eletto sindaco di Solofra, e resterà in carica fino al 1903. Nella sua attività di amministratore si impegna a risolvere i problemi legati alla presenza dell’attività conciaria nel territorio solofrano – come quelli relativi all’inquinamento delle acque utilizzate nei procedimenti produttivi – e a modernizzare le infrastrutture di collegamento viario, della rete elettrica e del sistema scolastico, necessarie allo sviluppo industriale dell’area. Nel 1912 riceve come riconoscimento dei suoi meriti di imprenditore e amministratore l’onorificenza di cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine di Malta.