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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

ESTERLE, Carlo

Il sostegno delle banche
Durante il primo decennio di vita i risultati economici della Società Edison, costituita nel 1884, avevano risentito pesantemente della ristrettezza del mercato dell’energia elettrica (ancora condizionato dalla concorrenza dell’illuminazione a gas) e della rapida obsolescenza cui erano soggetti impianti e macchinari nella fase iniziale della parabola tecnologica dei sistemi elettrici. Ambiziosi progetti di sviluppo erano stati tuttavia predisposti nei primi anni Novanta: la realizzazione di un grande impianto idroelettrico a Paderno sull’Adda con una potenza installata di 9.500 kw (che al momento della sua inaugurazione sarebbe stato il maggiore d’Europa) e l’elettrificazione della rete tranviaria urbana. La caduta della Banca generale, alla quale la Edison si appoggiava, e la crisi bancaria del 1893-1894 avevano però impedito il reperimento dei capitali necessari per i nuovi investimenti. Solo nel 1895-1896 l’intervento di un gruppo composto da Banca commerciale, Banca Feltrinelli e Banca Zaccaria Pisa aveva garantito alla Società Edison i necessari sostegni finanziari. A quel gruppo la Edison si appoggerà poi per oltre un ventennio.
Nel marzo 1896 Esterle entra nel consiglio di amministrazione della società quale rappresentante della Banca commerciale; pochi mesi dopo viene nominato consigliere delegato. Sotto la sua guida l’amministrazione della Edison subisce profonde innovazioni sul piano della gestione finanziaria, della programmazione degli investimenti e nella difesa dalla concorrenza delle altre società elettriche che, a partire dagli ultimi anni del secolo, cominciano a sorgere sempre più numerose. I ventidue anni della sua gestione vedono l’attuazione di un’accorta politica imprenditoriale che trova i suoi cardini nell’attenta cura posta nello stimolare, prima, e nel seguire, poi, lo sviluppo della domanda di energia; nell’abile sfruttamento delle posizioni di rendita acquisite dalla società; nella gelosa salvaguardia della zona di influenza conquistata; in una politica tariffaria e di bilancio capace di garantire, oltre ai consistenti dividendi, elevati margini di autofinanziamento; in una politica di espansione industriale e finanziaria, infine, mirante alla realizzazione di un complesso integrato di imprese elettriche nell’area lombarda, prodromo alla formazione di quei sistemi elettrici regionali nei quali l’oligopolio elettrico italiano si sarebbe strutturato dopo la Grande guerra.
 

 

Elettricità come forza motrice
L’elemento caratterizzante della nuova prassi imprenditoriale seguita da Esterle è costituito dall’approntamento di periodiche, accurate previsioni a medio termine dei fabbisogni finanziari per lo sviluppo delle attività sociali: una metodologia di programmazione ancora poco diffusa fra le imprese italiane.
Nel compito di promuovere la diffusione dell’impiego dell’elettricità, non solo per l’illuminazione ma anche come forza motrice, attraverso adeguate riduzioni tariffarie consentite dai minori costi della produzione idroelettrica, Esterle è coadiuvato dal giovane ingegnere Ettore Conti, futuro fondatore della Società per imprese elettriche Conti, al momento dipendente della Edison, con il quale instaura un duraturo sodalizio professionale.
Superate le iniziali difficoltà, la superiorità dell’elettricità quale fonte energetica porta a un’espansione continua della domanda e alla Edison si pone il problema di conservare la posizione di monopolio nell’area milanese sfruttando i vantaggi del firstcomer: Esterle mette in atto una politica di espansione indiretta assumendo, da parte della Edison, partecipazioni al capitale azionario delle società elettriche di nuova costituzione, dietro l’impegno, da parte di queste ultime, di riservare alla Edison tutta, o parte, dell’energia prodotta e di astenersi dalla distribuzione nella “zona Edison”. Nel primo decennio del secolo la Edison partecipa così alla costituzione della Società per imprese elettriche Conti, alla Società anonima per le forze idrauliche di Trezzo sull’Adda “Benigno Crespi”, alla Generale elettrica dell’Adamello.