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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

ESTERLE, Carlo

“Tessitore” dell’oligopolio
L’attività di Esterle sulla scena industriale milanese non si limita alla gestione della Società Edison: uomo di fiducia della Banca commerciale, già nel 1898 era stato nominato nel consiglio di amministrazione della Società per lo sviluppo delle imprese elettriche in Italia, una finanziaria elettrica costituita dall’istituto milanese in concorso, dal 1911, con la zurighese Elektrobank (braccio finanziario della casa elettromeccanica tedesca Aeg). La Sviluppo, nella quale Esterle ricopre la carica di vicepresidente dal 1911 e di presidente dal 1916, svolge nel periodo prebellico un ruolo importante nella mediazione tra gruppi, italiani e stranieri, in lotta per la spartizione delle zone di influenza.
Nel 1899, inoltre, Esterle figura tra i soci fondatori dell’Associazione fra esercenti imprese elettriche in Italia (Aeie), l’organizzazione di categoria degli imprenditori elettrici di cui, nel 1902, è nominato presidente.
A partire dal 1901 entra poi, spesso con la carica di presidente, nei consigli di amministrazione delle società elettriche che sorgono con la partecipazione della Edison e, su designazione della Banca commerciale, anche in società operanti in altri settori, quali ad esempio l’Isotta Fraschini, di cui è presidente dal 1907 al 1914.
Da queste posizioni di prestigio svolge un ruolo di mediazione e conciliazione degli interessi non solo nel settore elettrico, ma anche in altri comparti dell’industria italiana, risultando uno dei “tessitori” di quella struttura oligopolistica che l’industria elettrica italiana comincia ad assumere proprio in quegli anni.

 

Nel Cda della Banca commerciale
Nel decennio 1905-1914 Esterle guida la Edison nella prosecuzione della politica di espansione indiretta sul mercato lombardo dell’energia: questa linea, in poco più di un decennio, farà assumere alla Edison il ruolo di una holding.
La società elettrica milanese inoltre, continua ad appoggiarsi, per il credito ordinario e per la garanzia degli aumenti di capitale, al consorzio guidato dalla Banca commerciale; a suggello di una solidarietà ventennale, nel maggio 1915, al momento dell’“italianizzazione” della dirigenza dell’istituto, Esterle entra nel consiglio di amministrazione e nel comitato centrale della banca, consolidando una presenza di tutto rilievo nelle strutture dirigenziali dell’industria italiana. Già dal 1910, infatti, è presente nel consiglio di amministrazione di una trentina di società, in gran parte elettriche (presidente, tra le altre, della Conti, della Società unione esercizi elettrici Unes, della Orobia, della Negri, dell’Idroelettrica ligure, della Caffaro, consigliere della Adamello, della Trezzo e della Sviluppo), ma anche appartenenti ad altri settori (presidente della già ricordata Isotta Fraschini, Vicepresidente della Mediterranea e della Torinese tramways e ferrovie economiche; consigliere della Romana tramways e omnibus, dell’Aeg-Thomson-Houston, della Generale immobiliare). Fra il 1914 e il 1916 assume la presidenza della Accumulatori elettrici, della Bolognese, della Elettrica coloniale e della Bresciana; entra infine nel consiglio d’amministrazione della Società adriatica di elettricità (Sade), dell’Elettrica centrale, dell’Elettrica bergamasca, dell’Unione telefonica italiana e del Consorzio per l’elettrotrazione.
Nel 1910 Esterle è promotore della costituzione della Associazione fra le società italiane per azioni (Asia), la prima organizzazione intercategoriale degli industriali a carattere nazionale. L’Asia – di cui è presidente fino al 1916, e poi presidente onorario – raccoglie alla sua costituzione l’adesione di 181 società.
Esterle, dunque, nei primi decenni del secolo trasforma la società Edison in un potente organismo industriale e finanziario e conquista una posizione di notevole prestigio non solo all’interno del settore elettrico – di cui è ormai il leader indiscusso – ma anche nel più vasto ambiente imprenditoriale italiano, di cui promuove l’organizzazione e il coordinamento.