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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

CRISTALDI, Franco

Franco Cristaldi.

 
 

Torino, 3 ottobre 1924 - Montecarlo, 1° luglio 1992

Il padre Giuseppe è negli anni Venti un affermato avvocato torinese noto per le sue idee antifasciste, che mettono a rischio l’esercizio della professione con la minaccia di radiazione dall’albo. Anche il giovane Cristaldi si segnala per le sua posizioni contrarie al regime e viene sospeso da tutte le scuole del Regno per aver espresso opinioni antifasciste in un tema di argomento politico; dopo aver preso la licenza di scuola superiore da privatista, si iscrive alla facoltà di Medicina dell’Università di Padova, ma interrompe gli studi per unirsi alle brigate partigiane di Asiago. Con la Brigata Garibaldi passa in Piemonte e poi dalla Francia raggiunge Napoli, dove si arruola nella Divisione Cremona: con questa arriva infine nella Roma liberata. Nella capitale Cristaldi, ospite dell’attore Guido Alberti, amico di famiglia, frequenta il mondo del cinema, conosce attori e registi e segue la lavorazione del film Roma città aperta di Roberto Rossellini.

 

Un prestito e nasce la Vides
Tornato a Torino, nel 1946 fonda, insieme al socio Vittorio De Santis, la Vides, con un prestito di 50.000 lire. Negli stessi anni abbandona definitivamente il corso di studi in Medicina e si iscrive alla facoltà di Legge, laureandosi in breve tempo. Dal 1946 al 1954 la Vides realizza centinaia di servizi d’attualità in Piemonte e Liguria per il cinegiornale La Settimana Incom. Per legge la concessione di benefici e contributi statali ai cortometraggi era vincolata all’approvazione da parte di una commissione governativa (in grado di operare un vaglio dei prodotti e quindi una censura indiretta contro quelli giudicati non idonei). L’approvazione della commissione è determinante nel decidere i risultati economici dello sfruttamento in sala dei cortometraggi, e la Vides si trova in più occasioni in contrasto con la Direzione generale dello spettacolo.
Nel 1953 Cristaldi produce il suo primo lungometraggio, La pattuglia sperduta (Vecchio regno), di cui è anche cosceneggiatore insieme al regista Piero Nelli. Il film, una rivisitazione del Risorgimento in stile neorealista, è una produzione a basso costo – 17 milioni di lire a fronte di un costo medio delle produzioni italiane di quegli anni intorno ai 120 milioni –: l’esito economico è però fallimentare, perché registra un incasso di soli sette milioni in sei anni.
Nonostante l’insuccesso, La pattuglia sperduta attira l’attenzione di Riccardo Gualino e del musicologo Guido Gatti, rispettivamente presidente e amministratore delegato della casa di produzione e distribuzione Lux Film, che notano la colonna sonora firmata dal maestro Goffredo Petrassi. Cristaldi ha quindi l’occasione di siglare un contratto fra la Vides e la Lux che inaugura una lunga collaborazione fra le due società e durerà fino alla chiusura della Lux, nel 1964.