Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

RIZZOLI, Angelo

Dalle riviste popolari alla Treccani
Un altro passaggio importante nella trasformazione definitiva della Rizzoli da azienda tipografica a casa editrice è rappresentato dall’incarico di stampare l’Enciclopedia Treccani, ottenuto in buona parte grazie ai buoni uffici di Calogero Tumminelli, divenuto dal 1925 Direttore dell’Istituto Treccani. Si tratta di una commessa di notevoli proporzioni – il progetto contempla l’uscita di 36 tomi in nove anni, con una cadenza trimestrale e una tiratura di base di 26.000 copie, per un totale di 900.000 volumi di circa mille pagine l’uno – la cui realizzazione tecnica richiede la costruzione di un nuovo stabilimento poligrafico a Milano, in piazza Carlo Erba, ufficialmente inaugurato nel gennaio 1929. Gli investimenti necessari per la realizzazione del nuovo stabilimento vengono garantiti da un consorzio di finanziatori: Giovanni Treccani, imprenditore tessile e fondatore dell’istituto omonimo, Ettore Bocconi, azionista di controllo della casa editrice Treves, e Senatore Borletti entrano nel capitale della nuova società anonima Arte della Stampa Rizzoli & C, che incorpora il marchio e l’attività della precedente ditta individuale. Rizzoli si trova a dover cedere in cambio del finanziamento concessogli metà delle azioni dell’azienda, riservandosi tuttavia il diritto di riacquisto delle quote, che riesce a esercitare già nel 1933. Nel 1934 la nomina a Cavaliere del lavoro è il riconoscimento più tangibile del nuovo status raggiunto dall’imprenditore Rizzoli, e segna il suo ingresso nella ristretta cerchia dei principali editori italiani.
Nel corso degli anni Trenta Rizzoli lancia nuove iniziative nel settore dei periodici con «Cinema Illustrazione» (1930), il primo settimanale italiano dedicato al cinema, «Annabella» (1933), un settimanale a basso costo dedicato alle donne, e il «Bertoldo» (1936), un settimanale umoristico diretto da Giovanni Mosca; nel settore editoriale vengono inaugurate le collane I classici Rizzoli e I giovani, quest’ultima diretta da Cesare Zavattini. Nel 1935 Rizzoli accetta la proposta di Leo Longanesi, giornalista e scrittore, di creare un nuovo settimanale politico e letterario che sfrutti le potenzialità tecniche offerte dal rotocalco; nasce così «Omnibus», il capostipite dei settimanali d’informazione italiani. Il taglio innovativo del nuovo periodico ne assicura il rapido successo – le vendite raggiungono in pochi mesi le 70.000 copie – ma il tono critico nei confronti del Regime portano alla sospensione delle pubblicazioni per decisione diretta di Mussolini.
 

 

Angelo Rizzoli e Pier Paolo Pasolini negli anni Sessanta (Archivio storico Luce, fondo Dial).

 
 

Il Sofà delle Muse
Rizzoli decide di non interrompere la collaborazione con Longanesi, a cui assegna la direzione della nuova collana editoriale Il Sofà delle Muse, che diverrà celebre per aver presentato per la prima volta al grande pubblico scrittori come Dino Buzzati, Elsa Morante e Mario Soldati. A segnare la crescente distanza fra Rizzoli e il Fascismo c’è anche la decisione di finanziare il progetto di due dei redattori più brillanti dell’ormai defunto «Omnibus» – Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio – di creare una nuova rivista denominata «Oggi», che arriva a vendere oltre 30.000 copie prima di essere anch’essa soppressa dal Regime nel 1941. Sempre nel corso degli anni Trenta, Rizzoli avvia la prima iniziativa mirata a diversificare le attività dell’azienda fondando, nel 1933, la Novella Film, una società di produzione cinematografica.
Nel dopoguerra Rizzoli deve fare i conti con il calo deciso delle vendite: non ha più una testata di punta e anche i periodici popolari sembrano in declino. È tuttavia fermamente convinto che i periodici d’informazione abbiano enormi potenzialità di sviluppo nella nuova Italia uscita dalla guerra e decide di sfruttarle con la pubblicazione, a partire dal luglio del 1945, di un rinato «Oggi», la cui Direzione viene affidata a Edilio Rusconi. Sempre nel 1945 l’editore, per sostituire il «Bertoldo» soppresso dagli occupanti tedeschi, crea anche un nuovo giornale satirico-politico – «Candido» – affidandone la direzione a Giovanni Guareschi e Giovanni Mosca. Nel 1953 acquisisce inoltre «L’Europeo», un settimanale di informazione politica fondato nel 1945 che, sotto la direzione di Arrigo Benedetti, lo stesso giornalista che aveva fondato il primo «Oggi» per Rizzoli, in poco tempo era arrivato a toccare le 300.000 copie di vendita.