Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

RIZZOLI, Angelo

Da sinistra, Federico Fellini, Nicola De Pirro e Angelo Rizzoli sul set del film "La dolce vita", Roma, 1960 (Archivio storico Luce, fondo V.E.D.O.).

 
 

Successi esplosivi
Nel giro di pochi anni le previsioni di crescita del mercato dei settimanali sono superate da un successo esplosivo: le vendite di «Oggi» nel 1948 sfiorano già quota 300.000 copie; l’anno successivo il numero con il drammatico servizio sulla sciagura di Superga (in cui muoiono i giocatori della squadra di calcio del Torino) supera per la prima volta il mezzo milione di copie vendute, mentre negli anni Cinquanta la tiratura si attesta sulle 600.000 copie, con punte che toccano il milione.
Il «Candido», portato da Guareschi su posizioni ferocemente anticomuniste, diventa uno dei giornali più letti dei primi anni del dopoguerra, con mezzo milione di copie di tiratura media. Sulle pagine di «Candido» compaiono per la prima volta, riscuotendo un grande successo, anche i racconti di Don Camillo scritti da Guareschi. Il primo libro che li raccoglie, Mondo Piccolo, viene pubblicato nel 1948 da Rizzoli e in pochi mesi arriva a vendere oltre 300.000 copie.
Il successo delle opere di Guareschi segna il ritorno prepotente di Rizzoli in campo editoriale: a partire dal 1949 viene avviata la pubblicazione della collana di edizioni economiche di grandi classici Biblioteca Universale Rizzoli (Bur), seguita negli anni successivi dalle collane di narrativa La Scala, Sidera, Narratori moderni, I nostri umoristi, I classici dell’arte e, tra le grandi opere, la collana dell’Enciclopedia Universale.

 

Un vero e proprio impero editoriale
Verso la fine degli anni Cinquanta l’espansione della produzione – solo la tiratura dei periodici Rizzoli supera stabilmente i due milioni e mezzo di copie alla settimana – spinge Rizzoli a iniziare la costruzione di un nuovo stabilimento in via Civitavecchia (oggi via Angelo Rizzoli), dove vengono trasferite nel 1960 le tipografie e le redazioni dei periodici, che insieme impiegano ormai oltre mille dipendenti. La trasformazione dell’azienda – dal 1952 divenuta Rizzoli Editore spa – in vero e proprio impero editoriale è portata a termine con l’acquisizione nel 1954 della storica Cartiera di Lama del Reno, nei pressi di Marzabotto in provincia di Bologna, che viene ristrutturata e potenziata con l’obiettivo di produrre tutta la carta necessaria per le riviste e i libri stampati dall’azienda, e con l’apertura di librerie a Roma, Milano e New York.
A partire dalla fine degli anni Quaranta Rizzoli riprende anche a interessarsi di industria cinematografica. Nel 1950 costituisce insieme al produttore Giuseppe Amato la Distribuzione edizioni Amato Rizzoli Film (Dear) per produrre e distribuire il film Don Camillo, che si rivela uno straordinario successo di pubblico. Tra il 1950 e il 1955 Rizzoli, attraverso la Dear, produce oltre 40 film, fra cui Francesco, giullare di Dio di Roberto Rossellini e Umberto D di Vittorio De Sica. Nel 1957 Rizzoli fonda una nuova casa cinematografica la Cinema Rizzoli (Cineriz), che negli anni successivi produrrà La dolce vita e 8 e ½ di Federico Fellini e L’eclisse di Michelangelo Antonioni.
Nell’aprile 1967 Rizzoli riceve il titolo di Conte dall’ex Re d’Italia Umberto II dal suo esilio di Cascais. Muore nel 1970, all’età di 81 anni.

Risorse bibliografiche
A. Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Milano, Longanesi, 1991; AA. VV., Angelo Rizzoli 1889-1970, Milano, Rcs, 2000.