Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

GUZZI, Carlo

Nuove frontiere tecnologiche
Le qualità intrinseche e la solidità del prodotto sono certamente alla base dell’exploit della produzione Guzzi, ma una componente importante del successo di Guzzi riguarda anche l’aspetto agonistico e sportivo. La preparazione di modelli sportivi e la partecipazione diretta alle gare nazionali e internazionali, diventa in breve per Guzzi un imperativo di mercato importante per espandere la propria produzione di serie. L’imprenditore, in realtà, non ritiene che le corse siano un banco di prova sufficiente per sperimentare nuove soluzioni; appare convinto infatti che, più dell’impegno agonistico, la ricerca di nuove frontiere tecnologiche vada coltivata soprattutto in laboratorio e nel reparto studi della fabbrica installato dal 1928-29. È soprattutto per ragioni commerciali che la Guzzi s’impegna nelle gare fin dal suo primo anno di vita. Nella prima gara (la Milano-Napoli del 1921) affrontata dalla Guzzi con alcune moto del tipo Normale elaborate, Antonio Cavedini si piazza ventesimo, mentre ventiduesimo si classifica Aldo Finzi (già compagno di Gabriele D’Annunzio nel volo su Vienna del 1918, parteciperà alla marcia su Roma e sarà in seguito sottosegretario agli Interni nel primo Ministero Mussolini, nonché responsabile del costituendo commissariato all’Aeronautica). Nello stesso 1921 anche il fratello di quest’ultimo, Gino Finzi, risulta vincitore nella Targa Florio motociclistica in sella a una Guzzi.
Frutto di tali esperienze, nel 1923 vede la luce il modello Sport, sempre di 500 cc, che al costo di 4.020 lire riscuote un certo successo di mercato: nel periodo tra il 1923 e il 1928 ne vengono prodotti e venduti 8.750 esemplari. L’andamento del mercato motociclistico nazionale tra le due guerre registra una crescita quasi costante: nel periodo 1919-24 l’aumento medio annuo è di 3.800 moto, tra il 1924 e il 1929 di 5.500, nel quinquennio 1930-34 di 10.642 e nell’ultimo lustro degli anni Trenta di 7.666. La Moto Guzzi partecipa a pieno titolo a questa crescita: nel corso degli anni Venti la produzione annua della fabbrica di Mandello è di circa 1.500 moto, nei primi anni Trenta passa a 2.500 e nella seconda metà del decennio a 5.000, superando così sensibilmente la Bianchi e la Frera, che si attestano rispettivamente su un trend produttivo annuo di 2.000 e 3.000 motoveicoli.

 

Successo nello sport, successo sui mercati esteri
L’espansione del mercato, unita al calo delle importazioni (nel quinquennio 1920-24 coprivano il 98,4% dell’incremento d’immatricolazioni del periodo, e nella seconda metà degli anni Trenta scendono all’1,4%), favorisce l’industria nazionale e la Guzzi. L’andamento degli utili è positivo già nel 1923, si innalza fortemente nel biennio 1925-26 per scendere notevolmente nel 1927-28. La ripresa del trend positivo comincia nel 1929 e, a parte un calo nel 1932 dovuto agli effetti della grande crisi, gli anni Trenta registrano grandi profitti. La Moto Guzzi approfitta anche dell’inversione di tendenza dell’interscambio, allorché dopo il 1925 cominciano a crescere le esportazioni. Il successo sui mercati esteri della casa di Mandello è soprattutto dovuto alle sue affermazioni sportive a livello internazionale: nel 1924 con la vittoria di Mentasti al Gran Premio d’Europa svoltosi a Monza, poi con l’assidua partecipazione al Tourist Trophy, non coronata da successo nel 1925 e 1926, ma vittoriosa nel 1934 e nel 1937.
L’ascesa di Guzzi è determinata, a cominciare dal 1928, anche dalle commissioni dell’Amministrazione statale. La prima tranche di Guzzi destinata all’Esercito riguarda un lotto di 245 motoleggere (175 cc) a telaio molleggiato, una G.T. con poche modifiche. Ma le commesse statali aumentano in vista della guerra d’Etiopia del 1935-36 e soprattutto negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, quando Guzzi progetta un modello appositamente per l’Esercito: l’Alce. Gradualmente la Guzzi arriva a sottrarre le quote di forniture che negli anni precedenti erano state appannaggio della Frera e della Bianchi, divenendo il principale cliente dello Stato nel settore motociclistico. Nel corso del Secondo conflitto mondiale la Moto Guzzi prosegue attivamente la sua produzione e non subisce gravi danni dai bombardamenti; negli ultimi mesi di guerra, grazie alla difesa dei gruppi partigiani, gli stabilimenti e tutti gli impianti dell’azienda rimangono fondamentalmente integri.