Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

RIVA, Alberto

L’avvenire nelle turbine
Nel 1895 la Riva viene scelta dalla Siemens & Halske di Berlino per la fornitura delle turbine per l’impianto delle centrali elettriche di Castellamonte e Bussoleno. Si tratta di una sfida tecnica ardua per un’impresa di dimensioni ancora modeste come la Riva: occorre infatti mettere in produzione dieci turbine simultaneamente, sei delle quali della potenza di 750 HP ciascuna. La Riva supera a fatica lo scotto dell’inesperienza e l’insufficiente dotazione tecnica e manageriale, tuttavia la scommessa è vinta e la scelta di puntare sulla produzione di turbine per grandi impianti si rivela determinante per l’affermazione dell’azienda. 
Sulla scia della fornitura alla Siemens, e grazie all’appoggio di Giuseppe Colombo e alle buone relazioni coltivate da Riva nell’ambiente, un anno più tardi l’impresa riesce ad aggiudicarsi la fornitura di quattro turbine di 2.160 hp ciascuna per la centrale della Edison di Paderno sull’Adda, la più grande in Europa. Nessuno in Italia ha mai costruito turbine di quelle dimensioni. Come avrebbe ricordato l’imprenditore nel 1922, in occasione delle celebrazioni dei suoi cinquant’anni di lavoro, quello «fu l’inizio della nostra fortuna». Da quel momento, infatti, tutti i maggiori impianti idroelettrici del Paese utilizzano macchinario prodotto nelle officine Riva. Un successo confermato anche dalle prime ordinazioni dall’estero, come la commessa di due turbine Francis di 3.000 hp per l’impianto sulle cascate del Niagara della Cataract Power di Hamilton. Un’affermazione di grande rilevanza anche in termini di immagine, perché mostra che l’Italia è in grado di esportare, oltre a migliaia di emigranti, macchinari in un settore allora alla frontiera tecnologica come quello delle costruzioni elettriche.

 

Ucelli, un degno continuatore
Nel 1914, al culmine di un decennio di ininterrotta crescita, e dopo il ritiro a vita privata del co-gerente Monneret, Riva decide di dare alla sua impresa un più stabile assetto. Senza snaturare l’originario carattere di impresa famigliare, la Riva si trasforma così in Società anonima costruzioni meccaniche Riva, a cui però partecipano esclusivamente i 42 soci della vecchia accomandita, lasciando al momento irrisolto il nodo della sottocapitalizzazione dell’impresa. Di lì a poco Riva, ormai vicino ai settant’anni e senza eredi maschi, comincia a pensare alla successione, trovando un degno continuatore nell’ingegner Guido Ucelli, entrato alla Riva dopo la laurea, nel 1909, e assurto nel giro di qualche anno alla guida dell’azienda, acquisendone nel 1915 un’importante partecipazione. Riva può così ridurre progressivamente il suo impegno diretto, pur continuando a sovrintendere all’amministrazione della società.
Universalmente stimato per la sua competenza amministrativa e finanziaria, nel corso della sua vita ha fatto parte del Consiglio di amministrazione di numerose società e istituti bancari, dalla Miani e Silvestri al Credito italiano, dalla Società del linoleum alla Banca d’Italia, del cui Consiglio di reggenza era ascoltato membro. In parallelo all’affermazione economica troviamo il suo nome in molte associazioni e sodalizi cittadini. Esponente del Circolo degli interessi industriali, un’associazione elettorale fondata nel 1886, che vedeva la presenza di una nutrita e qualificata rappresentanza del ceto imprenditoriale milanese, Consigliere della locale Camera di commercio dal 1887 al 1890, Consigliere comunale dal 1905 al 1907, Cavaliere del lavoro (1909) e Commendatore della corona (1914), Riva era stato anche tra i fondatori della sezione milanese del Club alpino italiano e successivamente del Touring Club (Vicepresidente dal 1895 al 1906). Muore a Milano nella primavera del 1924.

Risorse bibliografiche
Le lettere di Riva relative al viaggio di formazione sono pubblicate da B. Bezza, Il viaggio di istruzione all’estero di Giovan Battista Pirelli, in«Annali di storia dell’impresa», Milano, Franco Angeli, 1985, 1; G. Ucelli, La Riva in cento anni di lavoro. 1861-1961, Milano, 1961; G. Bigatti, Dal commercio all’industria. Le origini della Società Costruzioni meccaniche Riva, in G. Bigatti, La città operosa. Milano nell’Ottocento, Milano, Franco Angeli, 2000, pp. 110-142.