Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

LEUMANN, Napoleone

Napoleone Leumann.

 
 

Lomello (PV), 1° marzo 1841 - Torino, 11 luglio 1930

Il padre Isacco, nato nel 1807 a Kummertshausen, in Turgovia, un cantone della Svizzera Nord-orientale, di fede protestante e di professione tessitore, si era trasferito a Voghera nel 1831, trovando poi lavoro in diverse manifatture della zona. Dopo aver rilevato una quota consistente della tessitura di cotone appartenuta ai fratelli Tettamanzi, all’età di 50 anni era diventato comproprietario di uno stabilimento con 60 telai e 150 operai. Aveva intanto mantenuto legami finanziari sia con conoscenti residenti nella terra di origine, sia con altri membri della famiglia Leumann, anch’essi trasferitisi in Italia per lavorare in campo tessile.
Le condizioni sono favorevoli a un iniziale sviluppo della manifattura Leumann, ma il contesto vogherese si rivela presto angusto e poco ricettivo alle possibilità di sviluppo industriale: si vanno invece consolidando relazioni di più ampio raggio con finanzieri svizzeri come i Krumm e i Fiertz o con industriali torinesi come Paolo Mazzonis, mentre sono interessanti per i Leumann le offerte di agevolazioni provenienti dall’Amministrazione comunale di Torino, impegnata a colmare con nuove attività economiche il vuoto venutosi a creare in seguito al trasferimento della capitale a Firenze.
Il giovane Napoleone Leumann aveva presto assunto un ruolo nella gestione dell’azienda, dopo anni di apprendistato, in fabbrica con il padre, ma anche attraverso numerosi viaggi che hanno allargato i suoi interessi e gli hanno consentito di apprendere inglese, francese e tedesco.
 

 

Collegno: in una posizione strategica
Nel 1875 Isacco e Napoleone Leumann decidono di abbandonare definitivamente Voghera e di fondare un nuovo stabilimento a Collegno, una decina di chilometri a Ovest di Torino. Il sito prescelto è sulla strada per la valle di Susa, in direzione della Francia e vicino al porto di Genova, dunque in un luogo favorevole per l’approvvigionamento delle materie prime e per lo smercio dei prodotti; da qualche anno era stato inoltre costruito un efficiente collegamento ferroviario Torino-Collegno-Rivoli. Il nuovo insediamento industriale risulta infine in una posizione molto conveniente anche per il basso costo dei terreni e per la adeguata disponibilità di risorse idriche. I Leumann impegnano nella società le proprie sostanze economiche (263.000 lire, il 70% del capitale), a cui si aggiunge l’apporto di un socio finanziatore svizzero, Sebastiano Weidenkeller di Arbon, intervenuto per altre 112.000 lire (nel 1884 i Leumann rimborseranno la quota e resteranno unici proprietari dell’impresa). La struttura degli impianti rappresenta un salto di qualità rispetto alla fabbrica vogherese: una macchina a vapore da 100 cv ha infatti il compito di azionare centralmente vaste batterie di telai meccanici. La continuità con il passato è rappresentata invece dalla presenza di un nutrito gruppo di tessitori esperti provenienti dal vecchio stabilimento, chiamati non più a lavorare direttamente sui telai a mano, ma a sovraintendere il lavoro della manodopera addetta al funzionamento delle macchine.
Alla morte del padre, nel 1887, Leumann rappresenta la continuità imprenditoriale familiare. Gli operai impiegati nel cotonificio sono in tutto 670, di cui 550 donne: si tratta di una manodopera giovanissima, proveniente in gran parte dalle campagne, caratterizzata da una forte instabilità, in un periodo che vede il mercato del lavoro percorso dalle prime tensioni sociali. Leumann considera quindi necessarie iniziative intese ad affezionare le maestranze all’azienda e a contrastare le tendenze centrifughe. È un orientamento maturato gradualmente, sulla base sia di un’analisi attenta della realtà in cui opera, sia della peculiare sensibilità alle discussioni intorno alla condizione operaia sviluppatesi negli ultimi anni del XIX secolo fra i cosiddetti “ingegneri igienisti”, un gruppo di intellettuali particolarmente attivi nel capoluogo piemontese, raccolti intorno a personaggi come il Senatore Tommaso Villa e il medico Luigi Pagliani.