Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Under the Cover. Archivio Lanerossi il workshop e la mostra (Soprintendenza archivistica per il Veneto, 2012)

"Coperte e thermocoperte Lanerossi calde, leggere, morbidissime", cartello pubblicitario (settembre 1958)

 
 

di Erilde Terenzoni
 
Gli archivi Lanerossi e Marzotto documentano da almeno due secoli, in un territorio preciso, partendo da Schio e da Valdagno, una storia di imprenditoria all’avanguardia e illuminata, anche dal punto di vista della attenzione al sociale, non solo tesa a realizzare prodotti tecnologicamente raffinati e pregiati.
L’archivio della Lanerossi, questo il nome dell’azienda a partire agli anni cinquanta, è costituito da più di 50.000 pezzi per un totale di circa 4.000 metri lineari di documentazione in scaffalature. L’archivio conserva documentazione a partire dal secolo XIX fino agli anni novanta del XX, anche con materiali dal 1766. è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Veneto nel 1972, poi nel 2003 la ditta Marzotto, che ne è la proprietaria, lo ha concesso in comodato al Comune di Schio che ha finanziato un primo lavoro di riordino e censimento, seguito dalla Soprintendenza, che si è concluso nel 2006. Presso la Biblioteca di Schio si trovano anche le carte private del senatore Alessandro Rossi, che aggiunte agli archivi aziendali costituiscono un complesso documentario organico e di enorme rilievo. Non sono mancati infatti negli anni autorevoli studi di storia sociale ed economica – in particolare i lavori di Giorgio Roverato e Giovanni Fontana – che hanno analizzato la storia dell’azienda nel suo complesso e alcuni suoi aspetti specifici utilizzando questa documentazione. Quello che ora sembra necessario, proprio in conseguenza del mutato quadro di riferimento sociale e culturale, è la realizzazione di un sistematico progetto allargato per la cura e valorizzazione di materiali così preziosi e particolari. Sembra dunque imprescindibile riprendere e concludere il lavoro di inventariazione, pubblicazione e creazione di una banca dati archivistica – il Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche (SIUSA) – che raccolga tutte le descrizioni dei documenti, di qualunque natura, cartacea, fotografica e multimediale, e poi sviluppare un piano di valorizzazione e comunicazione adeguato alla rilevanza delle fonti.
 

Casetta Lanerossi, Cartonato pubblicitario a forma di casa per vetrine (c. 1970)

 
 

Gli archivi-musei aziendali si qualificano come luoghi di sedimentazione di una memoria storica e di un patrimonio di conoscenze e di saperi, da far conoscere non solo al pubblico degli studiosi o dei ricercatori, ma delle scuole più in generale e dei cittadini. Luoghi che raccontano a chi sa farli parlare e sa ascoltare storie di lavoro, di famiglie legate al territorio, di abilità e realizzazioni anche audaci e innovative, ma che possono stimolare attraverso un attento e sapiente riuso di informazioni e dati una nuova stagione di creatività e di consapevolezza, nei confronti del presente e del futuro. Proprio in questo senso è stato concepito Under the Cover, workshop condotto a partire dai materiali dell’archivio Lanerossi da un gruppo di docenti, ricercatori e studenti dell’Università Iuav di Venezia nell’ambito della ricerca Heritage, design e innovazione nella moda (unità di ricerca Il progetto nella moda) e delle attività didattiche dei corsi di laurea in Design della moda. Il workshop, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza archivistica e il Comune di Schio, inaugura una linea di attività molto nuova e, spero, ricca di sorprese e di stimoli. Studenti non indirizzati – come percorso formativo – a un lavoro negli archivi o nelle biblioteche, ma interessati a scoprirne i segreti e i tesori, vengono direttamente a contatto, con l’aiuto dei conservatori, con documenti autentici e possono rielaborarli secondo una loro chiave di ricerca producendo nuovi contenuti e nuovi documenti. Su questa strada un progetto di tutela e salvaguardia di fonti documentarie così preziose deve puntare anche a renderle facilmente utilizzabili alla comunità scientifica e a un pubblico diversificato di persone interessate alla documentazione archivistica non solo per produrre studi storici, ma anche per conoscere le materialità dei prodotti e delle innovazioni tecnologiche, quindi, per fare questo deve  basarsi su forme di collaborazione tra istituzioni e dare vita ad un sistema della conservazione e della comunicazione cui partecipino tutti i soggetti interessati e sensibili.