Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

MATARRESE, Salvatore

Andria, 24 aprile 1908 - Bari, 30 gennaio 1977

Di famiglia modesta, rimane orfano del padre e lascia la scuola dopo la terza elementare per andare a lavorare. Tra il 1918 e il 1928 frequenta i corsi serali per lavoratori mentre trova impiego nei cantieri edili della città natale, svolgendo mansioni sempre più avanzate, fino ad assumere responsabilità organizzative, da semplice apprendista a capomastro e, infine, caposquadra.

Date la scarse possibilità che offre all’epoca la sua regione, prosegue la sua attività in altre città italiane trasferendosi a Roma, a Trieste, e poi all’estero, in Egitto e in Abissinia. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si trova in Germania, dove è impegnato nella costruzione di capannoni militari e fabbricati civili a Lipsia e Amburgo. Rientra in Italia e si arruola volontario; dopo un periodo sul fronte greco-albanese, rientra ad Andria; con l'arrivo degli Alleati in Puglia è incaricato dal comando militare inglese di organizzare squadre di lavoratori per le operazioni di scarico delle navi alleate nel porto di Barletta; nel 1944 costituisce una cooperativa edilizia con sede ad Andria, la Società anonima cooperativa muratori e affini di costruzione e consumo (SACMA). La società cooperativa inizia l'attività con un capitale sociale di 4500 lire e arriva a contare, in poco tempo, un’ottantina di soci; Matarrese, da presidente del consiglio di amministrazione, coltiva buoni rapporti con le amministrazioni locali e riesce a ottenere numerosi incarichi a trattativa privata per la costruzione e la riparazione di edifici e strade e a vincere importanti gare d’appalto per opere pubbliche nella provincia di Bari.
Nel 1948 lascia la cooperativa per fondare una propria impresa di costruzioni, la ditta individuale Salvatore Matarrese fu Michele, con sede ad Andria.
La regione pugliese vive negli anni della ricostruzione una intensa stagione di crescita edilizia, sostenuta dalla possibilità di attingere a una manodopera numerosa e a basso costo e dalle leggi nazionali mirate a incentivare il settore edilizio e il credito fondiario. L’attività di Matarrese si inserisce in questo fervore di iniziative dapprima ad Andria, dove nel 1948 vince un appalto per la costruzione di case popolari, e poi a Bari, dove nel 1951 ottiene dal sindaco, il democristiano Di Cagno, l'incarico di completare la costruzione di tredici complessi di case popolari, subentrando nei lavori a una precedente società appaltatrice in crisi .
 

Con lo spostamento dell’attività principale dell'impresa nel capoluogo pugliese, Matarrese avvia altre iniziative imprenditoriali collegate al settore delle costruzioni. Nel 1953 promuove la costituzione della Società industria prodotti edili (SIPE) con sede a Bari (una società a responsabilità limitata con altri tre soci, per un capitale iniziale di due milioni di lire), per la produzione e il commercio di materiali edili. Acquisisce inoltre una partecipazione nella SAIPA di Andria, un'impresa specializzata nel taglio di grandi blocchi di pietra e marmi, assicurandosi così i materiali necessari alla propria attività di costruttore e divenendo, a sua volta, fornitore a terzi.

Avendo come referente politico il partito della Democrazia cristiana, alla guida dell'amministrazione comunale di Bari dal 1956, Matarrese si impegna a lavorare prevalentemente per la committenza pubblica, indirizzando l'attività aziendale non tanto sulla ricostruzione dei quartieri del centro cittadino, quanto soprattutto sulla costruzione di fabbricati di edilizia popolare in quartieri periferici del capoluogo e in provincia.
Per ampliare l'attività partecipando a un maggior numero di gare d'appalto, nel 1959 l'imprenditore pugliese costituisce un’altra ditta individuale a nome del figlio Vincenzo Matarrese, che si aggiudica nel 1960 un importante appalto dell’Istituto autonomo per le case popolari (IACP) di Bari.
Le due aziende operano ad ampio raggio negli anni Sessanta, assumendo vari appalti nel settore delle infrastrutture pubbliche (strade, acquedotti, fognature), e nell'edilizia civile e industriale.
Il volume di affari delle due imprese dà la misura della crescita impetuosa realizzata a partire dagli anni della ricostruzione: la Salvatore Matarrese passa da un fatturato di 70 milioni di lire nel 1948 a 700 milioni del 1955; dopo lo sdoppiamento, la Salvatore Matarrese e la Vincenzo Matarrese, partendo da un fatturato di 900 e 500 milioni nel 1960, arrivano, nell'arco di un decennio, a 3500 e 4200 milioni nel 1971.
Tra le opere maggiori realizzate da Matarrese a Bari in questi anni si annoverano, oltre ai grandi appalti per il Centro edilizia popolare, complessi residenziali attrezzati, un grande complesso di abitazioni e uffici che diventa anche sede delle imprese Matarrese, la Facoltà di giurisprudenza, il padiglione dell’agricoltura alla Fiera del Levante, il ponte XX Settembre, opere di edilizia scolastica e grandi opere idrico-fognarie per conto dell’Acquedotto pugliese.