Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

FONTANA, Zoe

Zoe Fontana (in primo piano) con le sorelle, 1955 (Fondazione Micol Fontana, Sorelle Fontana, Roma).

 
 

Traversetolo (PR), 16 maggio 1911 - Roma, 31 ottobre 1977

Figlia di un imprenditore edile e di Amabile Dalcò, che conduce un laboratorio di sartoria, all’interno del quale impara presto a cucire insieme alle sorelle Micol (nata nel 1913) e Giovanna (nata nel 1915) e, conseguita la licenza elementare, anziché proseguire gli studi, comincia a lavorare.
Nel 1934 Zoe Fontana sposa Mario Montanarini, un giovane compaesano appassionato di musica e di arte, che si occupa di restauro; con lui si trasferisce a Parigi e quando torna in Italia, due anni dopo (appena conclusa la guerra d’Africa), decide di andare a vivere a Roma, dove inizia a lavorare presso la grande sartoria Zecca e viene raggiunta dalle sorelle più giovani, dopo qualche mese. Micol inizia a lavorare presso un laboratorio di sartoria, mentre Giovanna esegue lavori di cucito in casa. Dopo la nascita del primo figlio, nel 1937, Fontana è licenziata dalla ditta Zecca, con la motivazione di scarso rendimento (per la gravidanza e il puerperio); trova allora lavoro presso la prestigiosa sartoria Battilocchi. Qui diventa in breve tempo première, con l’incarico di seguire le prove delle clienti, fra le quali è annoverata anche la Regina Elena; ha così l’occasione di fare le prime conoscenze importanti fra le clienti dell’alta società romana.

 

In proprio, il successo
Di lì a poco le tre sorelle decidono di avviare una attività in proprio aprendo una casa-laboratorio nei pressi di via Veneto. Alla realizzazione del progetto partecipano anche i genitori i quali, chiusa la sartoria di Traversetolo, si trasferiscono in una casa di campagna vicino Roma. Gli anni della guerra e dell’occupazione tedesca non sono del tutto negativi per le sorelle Fontana, legate a un giro di clientela abbastanza ristretto, costituito da signore dell’alta e media borghesia che continuano a frequentare la sartoria. Nel 1943 infatti, il laboratorio viene spostato in un palazzetto a tre piani, sempre vicino a via Veneto, e vengono assunte nuove lavoranti; ma è con la liberazione di Roma e la fine della guerra che ha inizio una stagione di successi. Nel decollo dell’attività della sartoria Fontana, insieme al tradizionale ambiente alto-borghese, un ruolo importante riveste il mondo del cinema che, a Roma, vive la grande stagione del neorealismo, del lancio di Cinecittà e dell’arrivo dei divi americani. In questo contesto le sorelle Fontana, che hanno ormai appreso l’arte delle pubbliche relazioni, lanciano il loro stile, frutto del lavoro artigianale della sartoria sulla base di figurini e schizzi di vari disegnatori “progettisti”, ispirato a un linea di gusto rinascimentale (i corpetti stretti e le gonne morbide e molto ampie create con abbondanza di tessuto di alta qualità). Con il successo la domanda cresce notevolmente e l’atelier, che ha creato la griffe SF, si ingrandisce fino a impiegare 20 dipendenti. Sul versante della pubblicità, ha successo l’intuizione di fare réclame alla sartoria con le mannequins de société, facendo indossare i modelli della casa di moda a signore molto in vista, in occasione di ricevimenti mondani. Nel 1948 la nota attrice di Hollywood Mirna Loy acquista da Fontana il guardaroba completo per il film Il caso di lady Brook. Da questo momento la sartoria punta decisamente sul mercato americano, approfittando della circostanza che i costi competitivi di Cinecittà portano i produttori cinematografici e i divi americani a lavorare in Italia; Micol inizia una lunga serie di viaggi negli Stati Uniti; nel 1949 Linda Christian si rivolge alla casa Fontana in occasione del suo matrimonio con Tyrone Power. Le foto dell’abito di nozze, costato 700.000 lire, appaiono in esclusiva sulla rivista «Life» e per l’atelier è la consacrazione di una celebrità destinata a durare per un ventennio.