Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Dal nome di ciascuna città si accede alla cronologia del territorio, elaborata dall'Università Bocconi nell'ambito del Progetto Nazione, Territori, Imprese.

  • Genova

    Genova

    Tra Ottocento e Novecento Genova si afferma come polo del triangolo industriale italiano. I settori trainanti sono la siderurgia, la cantieristica e la meccanica pesante, a lungo impegnati nelle produzioni belliche. Nel 1933-1934 le maggiori imprese della città passano sotto il controllo dell'Iri, e contribuiscono, insieme alle aziende della raffinazione del petrolio, allo sviluppo del Paese negli anni del "boom". Negli ultimi decenni il processo di deindustrializzazione non ha risparmiato le fabbriche genovesi, e molte sono state le dismissioni.
  • Milano

    Milano

    Erede di una antica tradizione artigiano-manifatturiera, nell'Ottocento Milano si pone alla testa del processo di industrializzazione del Paese, sviluppando e diversificando progressivamente il proprio tessuto produttivo in accordo con l'evoluzione della tecnica e dell'economia. Oggi, dopo un drammatico processo di deindustrializzazione, la città continua a essere un nodo economico-finanziario di primaria importanza.
  • Napoli

    Napoli

    Ex capitale del Regno delle Due Sicilie, Napoli riprende il suo difficile percorso di industrializzazione con la legislazione speciale (dal 1904), e con gli interventi della Cassa per il Mezzogiorno (dal 1950). I complessi e contraddittori esiti di questo processo restituiscono oggi l'immagine di un territorio in cui resta da fare più di quanto sia rimasto.
  • Parma

    Parma

    Dopo il 1861 l'opera delle istituzioni locali è stata fondamentale per generare nuove energie imprenditoriali. Nei 150 anni dall'Unità d'Italia l'economia di Parma si è caratterizzata per l'indissolubile integrazione tra lo sviluppo dell'agricoltura e quello dell'industria, generando quella filiera agroalimentare che avrebbe costituito l'autentico vantaggio competitivo del territorio legato alla tradizione dei prodotti tipici.
  • Pescara

    Pescara

    Il motore dello sviluppo di Pescara è rappresentato dall'apertura dei tratti ferroviari che dal 1863 la collegano con Ancona, Foggia e Roma; nel 1927 è istituita la Provincia e nel Secondo dopoguerra la città vive una fase di crescita grazie all'abbondanza di forza lavoro e al potenziamento delle infrastrutture. La crisi degli anni Settanta evidenzia le debolezze del modello di sviluppo locale; negli ultimi decenni si nota la vitalità del terziario avanzato e l'espansione del turismo.
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo

    Recanati-Osimo-Castelfidardo

    Nel suo divenire storico, il distretto industriale di Recanati-Osimo-Castelfidardo ben rappresenta il modello della "Terza Italia". Tra le attività produttive che attualmente lo caratterizzano spicca la fabbricazione di materie plastiche e di apparecchi per l'illuminazione, le cui radici affondano nell'Ottocento, rinviando a due particolari esperienze manifatturiere: la produzione delle fisarmoniche e la lavorazione del corno per la realizzazione di pettini e tabacchiere.
  • Taranto

    Taranto

    Tra Otto e Novecento Taranto diventa un polo industriale basato su un modello statal-militare che ha al suo centro il settore naval-meccanico. Con la crisi della cantieristica e l'avvio a Sud dell"intervento straordinario" la città è sede del più grande stabilimento siderurgico europeo; a fine secolo si impone la necessità di affrontare contemporaneamente i nodi della continuità produttiva e di una complessa questione ambientale.
  • Torino - Ivrea

    Torino - Ivrea

    Polo di industrializzazione multisettoriale, Torino vede nel Novecento l'affermazione dell'industria automobilistica e della grande fabbrica alla Fiat, mentre a Ivrea si insedia l'originale esperienza dell'impresa responsabile olivettiana. Negli anni del "boom" i due centri trainano lo sviluppo delle produzioni di massa; l'internazionalizzazione della Olivetti porta l'Italia sulla frontiera tecnologica dell'elettronica. A fine secolo Torino si confronta con la crisi del modello fordista e gli ampi processi di ridefinizione della sua struttura socioeconomica.
  • Venezia-Mestre

    Venezia-Mestre

    Se i decenni successivi all'annessione del Veneto al Regno d'Italia (1866) registrano a Venezia una profonda crisi economica e sociale, superata ai primi anni del Novecento con un importante balzo in avanti sulla via dell'industrializzazione e dello sviluppo economico, il periodo tra le due guerre è segnato dalla costruzione del polo dell'industria pesante a Porto Marghera e dalla conseguente crisi negli antichi settori manifatturieri nel centro storico. Il secondo dopoguerra porta una crescita dovuta alla ricostruzione post-bellica e vede la massima espansione del polo di Marghera, il cui declino ha inizio con gli anni Settanta e coincide con l'espansione delle piccole e medie imprese e con l'affermarsi della vocazione turistica di Venezia.

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