Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Ansaldo, Giovanni

Locomotiva a vapore Sampierdarena costruita nello Stabilimento Meccanico Ansaldo di Sampierdarena, Genova 1854 (Fondazione Ansaldo - Gruppo Finmeccanica)

 
 

Scuola tecnica per formare operai
Parallelamente alla carriera accademica, Ansaldo rivolge l’attenzione ai problemi della tecnologia e della produzione ed entra in contatto con l’élite economica e sociale cittadina. Dal 1846 è membro della Società economica di manifatture e commercio, fondata per organizzare l’VIII congresso degli scienziati italiani che si svolge a Genova nel settembre 1846. Sin dalle prime riunioni, i membri, tra i quali sono i più importanti esponenti del ceto mercantile e imprenditoriale della città, come Bombrini e l’armatore Rubattino, pongono al centro delle discussioni i temi economici più urgenti per Genova, ma dibattono anche di questioni “nazionali” come la creazione di un sistema ferroviario che unifichi i diversi Stati italiani.
Proprio la questione ferroviaria, con tutti i suoi risvolti politici ed economici, costituisce uno dei temi centrali del congresso. Il coinvolgimento di Ansaldo in queste iniziative testimonia la sua condivisione degli ideali liberali e l’impegno a rendere concreto il rapporto tra cultura scientifica e tecnologia. Le sue competenze sono inoltre richieste dall’amministrazione comunale quando collabora al progetto di costruzione dello scalo ferroviario ligure della Torino-Genova (la futura stazione di Porta Principe).
Nello sviluppo dei progetti ferroviari si avverte come necessaria la connessione tra la costruzione della strada ferrata e la creazione di uno stabilimento meccanico che leghi lo sviluppo della rete di comunicazione alla crescita dell’apparato industriale.
Per questo, nell’estate del 1845, il governo sostiene con un ingente prestito la costituzione di una società fra Fortunato Prandi, uomo d’affari piemontese, e Philip Taylor, ingegnere meccanico inglese e imprenditore, per erigere e gestire una grande officina meccanica che impieghi manodopera locale. L’obiettivo di produrre caldaie a vapore, locomotive, motori navali, navi in ferro richiede quindi l’attivazione di una scuola tecnica serale per formare operai qualificati: qui Ansaldo assume la cattedra di “Meccanica applicata alle arti”, uno dei degli insegnamenti basilari della scuola aperta nel novembre 1847.


 

Bilancio della Gio. Ansaldo & C., 1854 (Fondazione Ansaldo - Gruppo Finmeccanica)

 
 

La fondazione della Giovanni Ansaldo e Co.
In questi anni, l’attenzione per l’istruzione tecnica e per la divulgazione delle conoscenze tecnologiche rappresenta un impegno centrale per Ansaldo. Eletto nel Consiglio comunale, sostiene la fondazione a Genova di un istituto tecnico navale e dirige una Commissione ministeriale per il riordinamento delle scuole di nautica e di navigazione. Nel 1851 visitare l’Esposizione Universale a Londra ed entra in contatto diretto con la tecnologia industriale inglese; sempre nel 1851 è chiamato dal Ministro dei Lavori pubblici a far parte del Consiglio speciale per le strade ferrate.
Dopo la Prima guerra d’indipendenza, Cavour assume l’impegno di saldare definitivamente il capoluogo ligure al Piemonte, coinvolgendo le élite economiche genovesi in un vasto programma di modernizzazione, nel quadro di un’azione statale caratterizzata da ampie riforme e da un deciso intervento diretto in economia.
La congiuntura economica dei primi anni Cinquanta è favorevole a questo progetto. Si costituiscono decine di società anonime orientate verso settori moderni. L’attività del traffico portuale aumenta, sostenuta anche da nuovi trattati di commercio d’impronta liberista e dalle generose sovvenzioni statali alle compagnie di navigazione.
In questo contesto di grande dinamismo imprenditoriale ha luogo la fondazione della Giovanni Ansaldo e Co. società in accomandita semplice, di cui Ansaldo è socio ed accomandatario. In seguito alla deludente esperienza della Taylor e Prandi, il Governo decide nel 1852 la cessione dello stabilimento meccanico di Sampierdarena – considerato ancora strategico per lo sviluppo industriale dello Stato – all’impresa di Ansaldo, che vede fra i soci anche Rubattino, Penco e Bombrini.