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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

Cantiere navale Luigi Orlando (Archivio di Stato di Livorno, 2006)

Lo yacht "Flying Cloud", 1927 (Archivio di Stato di Livorno, Archivio storico del Cantiere navale Luigi Orlando).

 
 

22 aprile - 2 maggio 2006, Archivio di Stato di Livorno, a cura di Gloria Mazzi e Daniela Tazzi

Il Cantiere navale di Livorno
Nel 1866 i fratelli Orlando, imprenditori siciliani emigrati a Genova, ove si erano dedicati alle costruzioni navali e all’industria meccanica, giunsero a Livorno e presero in concessione dal Governo italiano l’arsenale militare marittimo di San Rocco, progettando di trasformarlo in uno stabilimento per le costruzioni navali in ferro.
Per dare spazio alle nuove costruzioni che gli Orlando volevano creare l’antico cantiere di San Rocco veniva ampliato e anche strutturalmente modificato per poter impiantare il nuovo stabilimento navale meccanico.
Mentre venivano costruiti i nuovi scali, anche la mano d’opera, costituita fino ad allora da maestri d’ascia e calafati che realizzavano costruzioni navali in legno, subì una trasformazione dando origine a nuovi specialisti: i carpentieri in ferro.
Grazie alle nuove officine e alla precisione dei lavori eseguiti in tempi assai brevi, al Cantiere furono commissionati lavori da tutta Italia e dalla stessa Regia Marina. Si segnalano opere ad alto livello come ad esempio la corazzata Lepanto, varata nel 1883.

Potenti corazzate
La nave fu interamente costruita nel Cantiere di Livorno, cioè completa in ogni sua parte e apparecchiatura, dimostrando come i cantieri italiani potessero fare a meno di valersi di manufatti esteri. Era la quarta delle quattro poderose corazzate gemelle progettate da Benedetto Brin, che entrarono a far parte della Marina Militare Italiana, costituendo una delle squadre navali più potenti per quel periodo.
Nel 1897 moriva Luigi Orlando, il fondatore del Cantiere. Praticamente da quella data e con la nuova gestione, il Cantiere cominciò ad avere un calo nelle produzioni navali, dovuto comunque ad un periodo di stasi nel mercato produttivo.
Nonostante tale sfavorevole congiuntura, si concentrarono le energie nell’accrescimento e nel miglioramento tecnico del Cantiere, che si troverà pronto alla ripresa della produzione, quando, nel 1904, dalla fusione con il gruppo Alti Forni, Acciaierie e Fonderie di Terni, verrà costituita la società in accomandita semplice Fratelli Orlando e C.
Negli anni dal 1897 al 1914 solo poche navi furono costruite per la Marina Italiana, ricordiamo l’incrociatore corazzato Varese, 1899, e la Regia Nave Pisa, 1907. Il resto della produzione navale fu principalmente richiesto dalle marine estere, tra cui spicca per l’Argentina l’incrociatore corazzato General Belgrano, 1897, per la Grecia l’incrociatore corazzato Averoff, 1910, costruito sul tipo della Regia Nave Pisa.
 

 

Planimetria del Cantiere navale Fratelli Orlando, 1872 (Archivio di Stato di Livorno, Archivio storico del Cantiere navale Luigi Orlando di Livorno).

 
 

Fallimenti ed espansioni
Nel 1912, a seguito del fallimento della ditta Cantieri Gallinari, gli Orlando acquisirono l’attiguo arsenale, sanandone i debiti, e rilevando le strutture, i macchinari, le concessioni dei terreni e le commesse, tra cui il motoyacht Makook III, 1914, per il Kehedivè di Egitto, apportando alcune modifiche e migliorando il progetto originale Gallinari.
Un settore importante dell’attività cantieristica fu quello delle navi militari, con la costruzione di sommergibili, cacciatorpediniere, incrociatori corazzati, motobarche siluranti. Durante la Prima guerra mondiale, ad esempio, furono realizzati i Mas, 1916, Motobarche armate siluranti, una variante del primo progetto realizzato nello stabilimento S.V.A.N di Venezia, utilizzate dalla Regia Marina Italiana come scorta convogli e vigilanza antisommergibili.
Nell’ottobre 1922 tra le prime misure che il nuovo governo fascista prese, vi fu quella del potenziamento e del rinnovamento della Marina Militare. Per far fronte a tali esigenze la Marina commissionò al Cantiere una serie di nuove costruzioni navali, primo fra tutti l’incrociatore pesante Trento, 1927, che fu la più lunga nave da guerra costruita in Italia ad oggi. Nonostante il prestigio che tale costruzione diede al Cantiere navale, le spese furono tali che portarono la società sull’orlo del fallimento. Per sostenere il deficit del Cantiere, nel 1930 le Acciaierie Odero di Terni incorporarono la società dando origine alla Odero-Terni-Orlando Cantieri di Livorno.